Miele e formaggio, «matrimonio all’italiana»

Miele e formaggio, «matrimonio all’italiana»

 

Con oltre 30 varietà di miele e 450 tipologie di formaggio diverse, l’Italia è il primo paese al mondo per possibilità di abbinamento tra questi prodotti. Una ricchezza che si esprime non solo attraverso il contrasto tra dolce e salato, ma anche nella possibilità di proporre accostamenti arditi e ricercati, che tengono in considerazione le incredibili differenze di sapori e consistenza tra miele e miele e le altrettante differenti forme sotto cui si presenta il formaggio.

 

De gustibus

Questa piccola guida non si propone di dettare ferree regole per l’abbinamento miele e formaggio, piuttosto invita i lettori ad una scelta più consapevole in grado di esaltare le materie prime a disposizione.

 

La classificazione dei formaggi

Se di miele e mieli abbiano parlato a lungo in questo blog, è bene fare alcune precisazioni sui tipi di formaggio e sulla loro classificazione. Essenzialmente, il formaggio si distingue e modifica il proprio gusto in base a tre fondamentali caratteristiche:

    1. La tecnica di produzione, responsabile della consistenza – Il formaggio è, semplificando, la coagulazione della caseina del latte, detta cagliata, che ingloba calcio, fosforo e sostanze grasse, con conseguente separazione del siero. La cagliata viene rotta in modi diversi: più “fine” è la rottura, più il formaggio eliminerà siero e sarà più asciutto e duro. Per ottenere paste ancora più dure la cagliata viene cotta a 48-50 gradi, mentre per i formaggi a pasta filata la cagliata viene lavorata con acqua calda e poi manipolata a mano.
    2. Il tipo di latte, che determina il grado di grassezza e dolcezza – Latte ovino, caprino, bovino e bufalino hanno un diverso tenore di zuccheri e grassi che conferiscono una differente cremosità e struttura aromatica (in base al nutrimento degli animali).
    3. La stagionatura e la conservazione, che influenzano la sapidità e l’intensità del formaggio – basta pensare ai formaggi erborinati o a quelli di grotta, ai formaggi salati in superficie o a quelli aromatici, con croste edibili caratterizzate da muffe nobili.

Concordanza e contrapposizione
L’abbinamento miele e il formaggio si esplicita nella forma di due principali incontri: la contrapposizione o la concordanza. Per contrapposizione si intende la volontà di proporre un abbinamento equilibrante, volto cioè a moderare e limitare certe caratteristiche dei formaggi presi in esame. Invece la concordanza è l’abbinamento che tende a sottolineare ed esaltare le somiglianze. Per contrapposizione avremo: formaggi grassi “contro” mieli dalle note acidule; formaggi sapidi “contro” mieli dolci o amari. Per concordanza avremo formaggi aromatici con mieli aromatici, formaggi acidi con mieli aciduli (o dolci con dolci); formaggi persistenti e strutturati con mieli di forte intensità gusto-olfattiva. Non solo: si possono abbinare formaggi e miele in base alla consistenza come ad esempio, una densa  melata di bosco a un gorgonzola morbido e stagionato, prolungando il senso di morbidezza in bocca.

Il gusto del territorio

Un interessante connubio è infine quello territoriale, costruito cioè a partire da mieli e formaggi appartenenti ad un luogo specifico. Si potranno così apprezzare il miele di rododendro (albero che cresce in quota) e il miele di montagna della Valle Maira con i formaggi d’alpeggio piemontesi. Oppure i mieli d’agrumi con i formaggi della Trinacria (Ragusano e Caciocavallo, ad esempio). Un abbinamento classico e caratteristico è quello “sardo”, con miele di corbezzolo e Pecorino sardo.

 

 

ABBINAMENTI MIELE FORMAGGIO, INFOGRAFICA

Il matrimonio “imperfetto”, trionfo delle possibilità

La letteratura scientifica parla dell’abbinamento miele formaggio attraverso la metafora del «matrimonio imperfetto», perché il miele, a differenza di bevande come il vino e la birra, non è in grado di esprimere in un unico prodotto elementi di concordanza e contrasto. Questo, lungi da essere un limite, apre alla fantasia. Non essendoci un’unione per eccellenza, saranno il gusto e le nostre sensazioni a decidere lo “sposalizio” che, se si rivela guidato dall’amore, sarà davvero un fecondo e duraturo «matrimonio all’italiana».

Gli abbinamenti

È giunta l’ora di dare i nostri personali suggerimenti, tenendo a mente quanto detto finora e la regola aurea  di qualsiasi incontro: il vero amore nasce dall’equilibrio, dalla capacità di esaltare le reciproche caratteristiche, senza obnubilare quelle dell’altro.

MIELE ITALIANO DI ACACIA BREZZO

Concordanza – In abbinamento con yogurt, ricotta fresca di capra o vaccina.
Contrapposizione – Mascarpone (grassezza), formaggi erborinati (sapidità).

MIELE ITALIANO DI ARANCIO BREZZO

Concordanza – Formaggi siciliani come il Ragusano, Pecorino siciliano e Caciocavallo
Contrapposizione – La sua nota aromatica lo rende perfetto per completare formaggi freschi come il Bra Tenero o la Ricotta di capra.

MIELE ITALIANO DI CASTAGNO BREZZO

Concordanza – Il suo gusto deciso e amarognolo lo rende un accompagnamento bilanciato con formaggi di lunga stagionatura e saporiti: Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Castelmagno.Contrapposizione –  Formaggi profumati e delicati come la ricotta, il Bra tenero e il Sairass (ricotta piemontese). Formaggi di media stagionatura come Taleggio, Raschera, Fontina, Tome giovani.

MIELE ITALIANO DI EUCALIPTO BREZZO

Concordanza – L’intenso gusto balsamico e di liquirizia lo rende perfetto con formaggi saporiti quali il Ragusano stagionato, il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano o il Grana Trentino.
Contrapposizione – Formaggi caprini freschi e profumati

MIELE ITALIANO DI TARASSACO BREZZO

Concordanza – Miele fortemente aromatico e cremoso, con sentori di olii essenziali. Si sposa con formaggi ovini di media stagionatura come il Pecorino sardo, il Pecorino romano, il Pecorino toscano o il Bitto.
Contrapposizione – Formaggi a pasta grassa non troppo aromatici, per prolungare il piacere delle sue intense note floreali.

MIELE ITALIANO DI TIGLIO BREZZO

Concordanza – La sua freschezza balsamica, di erbe medicinali, lo abbina bene a formaggi di montagna come il Raschera, l’Asiago d’alpeggio, il Castelmagno, la Fontina.
Contrapposizione – Le note mentolate vengono invece esaltate da formaggi freschi come la Toma d’Alba.

MELATA DI BOSCO BREZZO

Concordanza – Grazie alle sue note salate è ideale in accompagnamento a formaggi stagionati dal gusto
deciso sia a pasta dura (come il parmigiano Reggiano, l’Asiago e il Montasio).
Contrapposizione –  le stesse note salate e vegetali lo rendono ottimo con la Robiola di Roccaverano, burrosa e delicata.

MIELE ITALIANO DI RODODENDRO BREZZO

Concordanza – Un miele di montagna, dolce e profumato. Si abbina bene con i formaggi di alpeggio.
Contrapposizione – La sua dolcezza può accompagnare formaggi amarognoli, come la Vezzena o il Brunetto.

MIELE ITALIANO DI CORBEZZOLO BREZZO

Contrapposizione – Miele dalla caratteristica nota amara che è bene abbinare in contrasto con formaggi dolci e grassi.

MIELE ITALIANO DI TIMO BREZZO

Concordanza – Il suo sapore caratteristico dato dal timolo, lo rende perfetto in abbinamento a formaggi stagionati e saporiti.
Contrapposizione – Regala sapori particolari con formaggi piccanti, di fossa e con robiole molto profumate.

On the occasion of Cheese 2017 (Bra 15 – 18 September), Italy’s biggest cheese show, we want to devote a detailed guide to of the art of pairing honey and cheese, a triumph of imagination and taste.

With more than 300 types of honey and 450 kinds of different cheeses, Italy is a world leader in possible pairings of these products.  This richness is expressed not only by way of the contrast between sweet and savoury, but also in the way bold and sophisticated pairings can be created, which take into account the incredible differences in flavours and consistency between one honey and another, and the equally different forms in which cheese comes

De gustibus

This little guide does not set out to dictate strict rules for pairing honey and cheese, but rather invites readers to make a more conscious choice that can enhance the raw materials available.

Classification of cheeses

If we have spoken at length about honey and honeys in this blog, it would be a good idea to provide some clarification about types of cheese and their classification. Essentially, cheese is distinguished and modifies its flavour on the bases of three fundamental characteristics:

The production method, responsible for the consistency – Simply put, cheese is the coagulation of casein, called curd, which incorporates calcium, phosphorus and fatty substances, with the subsequent separation of the whey. The curd is cut in different ways – the “finer” it is cut, the more the cheese will release whey and the drier and harder it will be. To obtain harder cheeses, the curd is heated at 48-50 degrees, while for stretched-curd cheeses, the curd is steeped in hot water and then kneaded by hand.

  1. The type of milk, which determines the degree of fattiness and sweetness – Sheep’s, goat’s, cow’s and buffalo milks have different sugar and fat contents that give a different creaminess and aromatic structure (depending on how the animals are fed).
  1. Ageing and preservation, which influence the sapidity and strength of flavour of the cheese – just think of blue or cave-aged cheeses, those salted on the surface or aromatic cheese, with edible rinds featuring noble moulds.

Complementary and contrasting

Honey and cheese pairings come in the form of two main encounters: complementary or contrasting. By contrasting we mean the desire to offer a balancing pairing, one aimed at moderating and limiting certain characteristics of the cheeses in question. Complementary pairings, on the other hand, tend to underscore and enhance the similarities. For contrasting we will have: fatty cheeses “against” honeys with acidic notes; savour cheeses “against” sweet or bitter honeys. For complementary we will have acidic cheeses with acidic honeys (or sweet with sweet): persistent, well-structured cheeses with intensely flavoured and strong-smelling honeys. That is not all: cheeses and honeys can be paired on the basis of consistency, for example a dense honeydew honey with a soft, mature gorgonzola, to prolong the feeling of softness in the mouth.

An interesting combination is that of places of origin, created starting with honeys and cheeses belonging to a specific place. In this way one can enjoy rhododendron honey (a bush that grows at altitude) and mountain honey from the Maira Valley with Piedmont alpine pasture cheeses. Or citrus honeys with Sicilian cheeses (Ragusano and Caciocavallo for example). A classic pairing is Sardinian, with strawberry tree honey and Sardinian pecorino.

The “imperfect” marriage, the triumph of possibilities

Scientific literature uses the metaphor of an “imperfect marriage” to describe the pairing of honey and cheese, since unlike other beverages such as wine and beer, honey is not able to express complementary and contrasting elements in a single product.  Far from being a limit, however, this gives room for imagination. Not being a union par excellence, it will be the taste and our senses to decide the “marriage” that, if guided by love, will truly be a fruitful and lasting “marriage Italian style”.

Pairings

It is now time to make our personal suggestions, keeping in mind what has been said so far and respecting the golden rule for any encounter: true love is born from balance, and the ability to enhance the mutual characteristics without overshadowing those of the other.

BREZZO ITALIAN ACACIA HONEY

Complementary – Paired with yoghurt, fresh goat or cow’s milk ricotta.
Contrasting – Mascarpone (fattiness), blue cheeses (sapidity).

BREZZO ITALIAN ORGANGE HONEY

Complementary – Sicilian cheeses such as Ragusano, Sicilian Pecorino and Caciocavallo
Contrasting – its aromatic notes makes it perfect with fresh cheeses such as Bra Tenero or goat’s milk Ricotta.

BREZZO ITALIAN CHESTNUT HONEY

Complementary – Its decisive, slightly bitter flavour makes it a balanced accompaniment to well-matured, flavourful cheeses:  Parmigiano Reggiano, Grana Padano and Castelmagno.
Contrasting –  Delicate, fragrant cheeses such as ricotta, Bra Tenero and Sairass (Piedmont ricotta). Medium-aged cheeses such as Taleggio, Raschera, Fontina and young Toma.

BREZZO ITALIAN EUCALYPTUS HONEY

Complementary – The intense balsamic and liquorice flavour makes it perfect with flavourful cheeses such as mature Ragusano, Parmigiano Reggiano, Grana Padano or Grana Trentino.
Contrasting – Fresh and fragrant goat cheeses
BREZZO ITALIAN DANDELION HONEY
Complementary – A highly aromatic, creamy honey with essential oil notes, it goes well with medium-aged sheep’s milk cheeses such as Sardinian Pecorino, Pecorino Romano, Tuscan Pecorino or Bitto.
Contrasting – Not too aromatic high fat cheeses, to prolong the pleasure of its intense floral notes.

BREZZO ITALIAN LIME TREE HONEY

Complementary – the balsamic freshness of medicinal herbs makes it pair well with mountain cheeses such as Raschera, alpine pasture Asiago, Castelmagno and Fontina.
Contrasting – The minty notes on the other hand are enhanced by fresh cheeses such as Toma d’Alba.

BREZZO FOREST HONEY

Complementary – Its savoury notes make it ideal to pair with well-flavoured mature hard cheeses (such as Parmigiano Reggiano, Asiago and Montasio).
Contrasting –  the same savoury, plant notes make it excellent with buttery, delicate Robiola di Roccaverano.

BREZZO ITALIAN RHODODENDRON HONEY

Complementary– A sweet, fragrant mountain honey, it pairs well with alpine pasture cheeses.
Contrasting – Its sweetness contrasts well with slightly bitter cheeses such as Vezzena or Brunetto.

BREZZO ITALIAN ARBUTUS HONEY

Contrasting – A honey with typical bitter notes that is best paired in contrast with sweet, fatty cheeses.

BREZZO ITALIAN THYME HONEY  

Complementary – Its thyme flavour makes it a perfect combination with flavourful, mature cheeses.
Contrasting – It creates special flavours with sharp or cave-aged cheeses and with very fragrant Robbiola.

Miele di Melata

Miele di Melata

Il miele di Melata: caratteristiche e proprietà 

Le api sono laboriose: grazie al loro prezioso lavoro, possiamo mettere sulla tua tavola il loro più grande dono, il miele prestigioso, dalla bontà straordinaria. Ma non finisce qui! Le api sono anche produttrici di Melata – che si distingue dal classico miele per la tipologia di produzione. Il miele di Melata è un vero e proprio elisir di benessere, un toccasana per chi necessita di una ricarica di energia durante la giornata. 

Da tre generazioni ci occupiamo con passione della produzione di miele e melata nel Roero. 

Cos’è la Melata

La melata è una sostanza zuccherina, raccolta dalle api, secreta da alcuni piccoli insetti come gli afidi e le cocciniglie; questi insetti vivono nel bosco (di qui il nome “Melata di Bosco”) e per nutrirsi ingeriscono un’enorme quantità di linfa degli alberi, tanto da dover eliminare poi l’acqua e lo zucchero in eccesso. Questi ingredienti diventano una ricca fonte di nutrimento per formiche e api, grazie alla quantità abbondante di sali minerali e zuccheri!

Le api raccolgono e rielaborano questa sostanza zuccherina, trasformandola in Melata: un concentrato di energia, tutto naturale. La Melata conquista spesso anche chi non gradisce il miele. In particolare è la preferita di chi ama i sapori poco dolci, perché è molto meno dolce del classico miele: offre al palato un retrogusto amarognolo, aromatico, balsamico (che varia in base alla tipologia di melata). 

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Proprietà e benefici della Melata

Le Melata è un concentrato di principi nutritivi fondamentali, è particolarmente ricca di sali minerali e di oligoelementi (calcio, magnesio, manganese, sodio, potassio, rame, cromo e ferro); inoltre contiene molte vitamine e numerosi aminoacidi essenziali. Il suo colore scuro – marrone, tendente quasi al nero pece – è dovuto alla presenza dei tantissimi antiossidanti, soprattutto polifenoli. 

Quali sono quindi i benefici della Melata? Il miele di melata è un integratore naturale eccellente, utile per contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare; grazie alla presenza degli enzimi e dei sali minerali, è un alleato indispensabile per gli sportivi e rientra perfettamente in un regime alimentare sano ed equilibrato. Preziosa fonte di ferro, è un ottimo dolcificante, apprezzato anche da chi segue un regime dietetico a basso contenuto di zuccheri, perché contiene un minor numero di zuccheri semplici rispetto al miele. Il miele di melata è un buon sedativo per la tosse; grazie alla presenza degli zuccheri complessi, è benefico per l’intestino, perché contribuisce a proteggere ed incrementare la flora intestinale.

Melata di Bosco del Roero

Questa è la nostra culla, nel Roero risiede la nostra azienda di famiglia: in questa terra ricchissima di materie prime e doni della natura, portiamo avanti un patto di alleanza con la natura, orientato sempre all’eccellenza. Il miele di melata di bosco del Roero è una melata prodotta nei boschi del Roero, dall’alto contenuto di enzimi e di sali minerali. Definito anche “il miele degli sportivi”, è un efficace integratore alimentare, dal colore scuro e dal sapore amarognolo.

Il miele di Melata biologico è un alimento completamente naturale: non viene sottoposto a pastorizzazione né ad altri trattamenti termici, viene estratto con centrifugazione a freddo e decantato in maniera naturale, per essere semplicemente invasettato direttamente nei nostri laboratori.  Gli alveari per la raccolta sono posizionati in zone incontaminate, per permettere alle api di operare lontano da fonti di inquinamento, per cui il Miele di Melata biologico è espressione di autentica bontà.

Puoi gustare il miele di melata di bosco del Roero come dolcificante, anche nel caffè, oppure in abbinamento a formaggi stagionati. Se invece preferisci assaporarne fino in fondo la sua grande nota aromatica, spalmalo su una fetta di pane abbrustolito… la semplicità vince sempre!

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Melata di Abete

Sugli abeti rossi tipici delle Alpi (e sugli abeti bianchi tipici degli Appennini) si produce la melata di abete, un prezioso alleato del nostro benessere, dal colore rosso scuro con riflessi verdastri. Particolarmente ricca di sali minerali, si contraddistingue per il suo profumo balsamico, per il sapore di resina e per l’aroma persistente, dal retrogusto amarognolo. Prodotto raro, a causa delle condizioni climatiche spesso avverse (è rinomato soprattutto nei paesi nordici, come la Germania, dove viene considerato il miele per eccellenza).

Puoi gustare la melata di abete spalmadola su una fetta di pane nero e burro, oppure con i formaggi più stagionati o con una fetta di lardo: scoprirai che delizia!

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Quando si raccoglie il Miele di Melata

Il periodo di raccolta del Miele di Melata è Agosto-Settembre.

Come usare il Miele di Melata

Puoi usare il Miele di Melata da solo, come integratore naturale, oppure come dolcificante. Puoi gustarlo abbinandolo a piatti di formaggi stagionati, affettati come il lardo, oppure spalamandolo su una fetta di pane abbrustolito. 

Dove comprare la Melata di Bosco

Acquista la Melata di Bosco e la Melata di Abete direttamente sul nostro sito: li riceverai comodamente a casa, in pochissimo tempo. Nella sezione Shop, trovi inoltre la Melata di bosco bio, la Melata in formato Salvagoccia e  il Dolce Benessere, che unisce le proprietà del miele di melata all’echinacea, all’uncaria e all’astragalo.

Puoi fidarti di Brezzo! Da tre generazioni ci dedichiamo con passione alla produzione di miele, melata e prodotti a base di miele, per dare valore alla generosa terra del Roero, nel massimo rispetto della natura. Scopri chi siamo, come produciamo il nostro Miele e quali sono tutti i nostri prodotti.

 

I sapori delle feste

I sapori delle feste

Gusto e raffinatezza dalle nostre Idee alimentari di qualità

In ogni buona idea c’è una parte di gusto, ovvero il piacere della scoperta; una di ricerca, che rappresenta il lungo lavoro dell’elaborazione; infine, una parte di raffinatezza, che è l’eleganza con cui l’idea viene presentata. Gusto, ricerca e raffinatezza sono la base della tavola delle feste, che mai come in questo periodo si presta alla sorpresa di sapori autentici, che sappiamo ben bilanciare la tradizione con un tocco di nobile eleganza, capace di allietare e valorizzare la convivialità.
Se state dunque cercando qualche idea per la tavola delle feste, seguiteci: ecco i nostri saporiti consigli!

LENTICCHIE

Indelebilmente legate al cenone di San Silvestro, le lenticchie evocano tradizioni che risalgono all’epoca romana. Si narra che, ai tempi degli imperatori, durane la notte di Capodanno le persone usassero riempire il proprio borsello del piccolo cereale, augurandosi vicendevolmente buoni guadagni. Da allora, anche noi consideriamo le lenticchie simbolo d’abbondanza e non le facciamo mai mancare durante il veglione, magari accompagnate dal tipico cotechino. Se volete assaggiare una versione speciale del classico piatto di lenticchie, noi vi proponiamo una ricetta facile facile: la Zuppa di Lenticchie Brezzo, che propone l’autentico sapore della zuppa fatta in casa con un mix speciale di lenticchie: Lenticchie rosse intere, Lenticchie rosse decorticate e Lenticchie gialle. Le lenticchie non hanno bisogno di essere reidratate e basta aggiungere un po’ di patate, pomodoro e un rametto di rosmarino per completare una zuppa gustosa e nutriente.

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FRUTTA SCIROPPATA

Sulla tavola delle feste c’è un po’ di tutto, ma una cosa non è semplice da trovare: il sole. Perché non ricordare la delizia delle giornate estive con la Frutta Sciroppata Brezzo? Raccolta e confezionata solo con frutta maturata al sole e selezionate, conserva i profumi e la fragranza dei frutti freschi, in una versione dolce e… consumabile tutto l’anno.
Vi proponiamo di portare in tavola Mirtilli, Frutti di Bosco e Arance, Pesche, Albicocce e Pere Madernassa al Nebbiolo sciroppate, magari accompagnate da un pezzo di torrone o di cioccolato amaro, una combinazione che può competere con qualsiasi panettone!

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ROSSO ZAFFERANO

L’ingrediente perfetto delle feste è gustoso, prezioso, raro e… rosso! Come lo Zafferano Brezzo, l’oro rosso che non può mancare sulla vostra tavola di Natale. Selezionato dai migliori fiori di Zafferano prodotti in Sardegna, Brezzo lo presenta in due versioni:
  1. In stimmi purissimi da 0,25 o 0,50 grammi: la parte più profumata del fiore, che non viene ridotta in polvere e può essere utilizzata per moltissime ricette.
  2. Con il miele: è la nostra Delizia di Miele e Zafferano (in confezioni da 120 o 60 grammi)che abbina il profumo dello zafferano sardo con il Miele d’Acacia Brezzo, una prelibatezza per gli intenditori, da abbinare al tagliere di formaggi e stupire i commensali con una vera e propria raffinatezza.

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CREME

Panettone e pandoro non si discutono: sono i protagonisti del fine pasto durante tutte le festività invernali. Ma vogliamo parlare delle creme? La crema può letteralmente trasformare la sofficità di un panettone in una specialità da pasticceria. Provate il pandoro e il panettone con le nostra Crema di Gianduja, Crema di Nocciola Piemonte Igp, Crema fondente, Crema di Pistacchio: scoprirete che anche il gusto più classico può riservare delle sorprese inaspettate.
La Crema di Gianduja Brezzo nasce dalla miscela di cioccolato di qualità con le nocciole più pregiate, senza conservanti e senza grassi aggiunti. La Crema di Nocciole è realizzata esclusivamente con la regina del Piemonte: la Nocciole Piemonte Igp, che studi comparativi hanno dichiarato la più buona del mondo. La Crema Fondente, infine, è frutto di una lavorazione attenta di pregiatissimo cacao con aggiunta di Nocciole Piemonte Igp: densa e morbida, possiede un sapore persistente e avvolgente che la rende adatta alle farciture.

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Cinque tisane per l’inverno

Cinque tisane per l’inverno

Dopo un autunno caldo e soleggiato, diamo il benvenuto al grande freddo!

Quale miglior modo di affrontarlo, se non con una tisana calda e i piedi accanto al caminetto? Anche non aveste il caminetto, un plaid può andare più che bene, ma non rinunciate ai benefici di una tisana bollente!
Quali tisane scegliere per l’inverno?
Seguiteci e scoprite con le Tisane Biologiche Brezzo, infusi di prima qualità ottenuti da materie prime selezionate, all’interno di packaging innovativo. Noi lo chiamiamo “biologico totale”: niente punti metallici, niente colla, filo reggi-filtro in cotone di origine biologica e niente cellofanatura esterna. Fanno bene a noi e all’ambiente!

TISANA RILASSANTE TIGLIO E ARANCIO
Biologica

È stato un anno difficile, lo sappiamo, ma è arrivato il momento di concedersi una pausa! Fatelo con la tisana biologica rilassante Tiglio e Arancio di Brezzo. Le proprietà calmanti del tiglio si fondono alla piacevole nota agrumata, fresca e dissetante dell’arancio. Una tisana per tutti quelli che cercano il loro attimo perfetto di relax, senza rinunciare al gusto.
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MIELE CONSIGLIATO
Miele d’Arancio Brezzo


TISANA ROIBOOS, MANDARINO E ZENZERO
Biologica

 Tra le vostre tisane invernali non può mancare questa piccola delizia. Dal sapore ricco e gradevole, è ottenuta dalla rara e preziosa pianta del Roiboos, una leguminosa coltivata soprattutto in Sudafrica e conosciuta con il nome di «tè rosso». A differenza del tè, però, è a bassissimo contenuto di teina, quindi è perfetta per essere consumata alla sera. La tisana contiene anche zenzero e cannella che le donano il perfetto “gusto del Natale” e la rendono adatta ad aiutare la digestione.
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MIELE CONSIGLIATO

Miele di Mandarino Brezzo


TISANA AL MIRTILLO
Biologica

Aromatica, dissetante, fruttata. Se dovessimo scegliere la tisana dell’inverno, quella al mirtillo occuperebbe un posto speciale. Un infuso “naturalmente” dolce che, oltre ai mirtilli, contiene bacche di Sambuco, foglie di Rosa Canina e Karkadé: un mix di frutti e foglie rosse che donano energia e colore all’inverno. Ideale in qualsiasi momento della giornata per accompagnare una pausa gustosa e salutare.
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TISANA DEPURATIVA
Biologica

Tarassaco, finocchio, tè verde, ortica e betulla. Questo è il mix della salute. Una tisana dedicata ai momenti speciali, per reidratarsi e depurarsi con gusto. Le erbe officinali contenute in questo delicato infuso stimolano la diuresi e aiutano a eliminare i liquidi in eccesso. Consigliatissima prima e dopo la sauna o un bel bagno caldo.
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MIELE CONSIGLIATO

Miele di Montagna della Valle Maira Brezzo


TISANA DIGESTIVA ALLE ERBE ALPINE
Biologica

Inverno vuol anche dire feste di Natale. E Natale significa grandi pranzi e cene conviviali in cui non si bada eccessivamente alla “leggerezza”. Questo infuso di Nepeta, Melissa, Santoreggia, Lavanda, Camomilla e Verbena aiuta a regolare le funzioni digestive, idratando l’organismo e deliziando il palato con profumi e sensazioni erbacee «d’alta quota». Le erbe impiegate sulle montagne delle Alpi, dove vengono coltivate a regime rigorosamente biologico.
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MIELE CONSIGLIATO

Melata di bosco Brezzo

Il miele d’autunno, tre golose ricette

Il miele d’autunno, tre golose ricette

Se pensate che l’autunno sia una triste e nebbiosa transizione dell’estate verso l’inverno, dovreste ricredervi.

Lo dice la parola stessa. Autunno ha una meravigliosa etimologia, deriva dal latino augere, che significa arricchire, e dal greco μένος, che è una desinenza passiva. Letteralmente vuol dire arricchito o, in altre parole, “stagione benedetta da abbondanti frutti”.

In Piemonte poi, l’autunno è particolarmente generoso. È in questa stagione che giungono a maturazione meravigliosi ortaggi come zucche, cardi, carciofi tardivi, porri, cavoli e cavolfiori; frutti come castagne, nocciole, mele, pere, melograni, kiwi. E non dimentichiamoci delle uve e dei funghi, capisaldi dell’enogastronomia locale. Di tutte le prelibatezze autunnali, però, una regna sovrana: è il Tuber Magnatum Pico, il diamante della terra, che nelle vesti del Tartufo Bianco d’Alba ispira le ricette degli chef stellati in tutto il mondo.
Per celebrare l’autunno vi proponiamo tre ricette facili utilizzando un ingrediente stagionale e un miele di Brezzo. Una di queste sarà ovviamente con il Tartufo Bianco, il cui profumo racchiude tutte le sfumature di questa opulente stagione.

ZUCCA AL FORNO E MIELE

La Zucca al forno con miele e rosmarino è semplice, ma estremamente sofisticata e deliziosamente profumata. Ottima come contorno, ma anche che come speciale dessert a fine pasto. Per l’abbinamento con il miele scegliamo un Miele di Castagno, le cui note amarognole si fondono perfettamente a quelle zuccherine della zucca, senza mai essere stucchevoli.
Ingredienti
  • 1/2 zucca
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 pizzichi di sale
  • 3 cucchiai di Miele di Castagno Brezzo
  • 1 pizzico di pepe nero
  • Noci e chicchi di melograno
Preparazione
Lavate la zucca, eliminate i semi e tagliatela a fette di circa un centimetro e mezzo di spessore. Non occorre eliminare la scorza. Disponete le fette di zucca su una teglia rivestita con carta forno, irroratela con il miele, aggiungete il sale e il pepe. Infornate la zucca a 220°C per circa 15 – 18 minuti o finché la superficie non sarà leggermente caramellata e la polpa morbida. Verso fine cottura, aggiungete il rosmarino, un ciuffetto per ciascuno spicchio e rinfornate per altri 5 minuti. Potete consumarla calda o tiepida. Servita come dolce può essere accompagnata a noci sbriciolate e chicchi di melograno.
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PORRI DI CERVERE, MIELE E POLLINE

Tra tutti i porri, quelli di Cervere, cittadina a pochi chilometri da Bra, sono i più rinomati, celebrati anche dalla Fiera del Porro, manifestazione novembrina che attira migliaia di appassionati. La ricetta che vi proponiamo mette insieme due eccellenze: il Porro di Cervere Dop e il Miele di Arancio, dal sapore delicato e avvolgente, con l’inconfondibile aroma agrumato dei fiori di zagara su cui le api hanno bottinato. I porri al miele e polline sono un ottimo contorno per carni arrosto e pesce bianco cotto al vapore. Da provare anche freddi come farcitura per un insolito panino con salumi saporiti come mortadella o salame.
Ingredienti
Preparazione
Mondate i porri eliminando le guaine esterne e le radici, tagliateli a rondelle e lavate il tutto. In una padella capiente riscaldate il burro con il miele e poco sale grosso. Unite i porri e rosolate il tutto. Unite un poco di acqua calda sino a coprire il tutto a filo, abbassate la fiamma e lasciate brasare, senza coprire, sino a che la salsa si sarà addensata. Unite infine il polline e servite.

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RISOTTO AL CASTELMAGNO, MIELE E TARTUFO

Ci siamo, ecco quattro meraviglie 100% piemontesi in un solo piatto. Riso Carnaroli Superfino Brezzo, coltivato nelle risaie ai piedi del Monte Rosa; Castelmagno Dop proveniente dalle malghe della Valle Grana; Miele di Rododendro Brezzo raccolto nelle valli alpine del Cuneese; e Crema di Tartufo Bianco Brezzo. Un piatto dal gusto sopraffino e ricercato, vero inno gastronomico all’autunno.
Ingredienti (per 4 persone)
Preparazione
In una casseruola mettete olio e burro. Aggiungete la cipolla tritata fine e fatela rosolare, poi il riso, facendolo tostare per bene. Bagnate con vino bianco. Dopo che il vino sarà consumato, aggiungete un quarto del Castelmagno grattugiato e continuare la cottura con brodo vegetale, girando accuratamente. Poco prima di terminare la cottura, aggiungete il Castelmagno rimanente e tre cucchiai di miele di Rododendro. Terminate la cottura e mantecare con burro, Castelmagno a schegge e alcuni cucchiai di Crema al Tartufo Bianco. Al momento del servizio spargete sopra al riso ancora un filo di miele.

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If you think that autumn is a sad and foggy transition from summer to winter, you should change your mind.


The word itself says so. Autumn has a wonderful etymology: it comes from the Latin word augere, which means to enrich, and from the Greek μένος, a passive suffix. It literally means “enriched” or, in other words, “a season blessed with abundant fruit”.

And in Piedmont, autumn is particularly generous. It is during this season that wonderful vegetables such as pumpkins, thistles, late artichokes, leeks, cabbage and cauliflower ripen; and fruits such as chestnuts, hazelnuts, apples, pears, pomegranates, kiwis. And let’s not forget the grapes and mushrooms, cornerstones of local gastronoly. Of all the autumn delicacies, however, one reigns supreme: it is the Tuber Magnatum Pico, the diamond of the earth, which, under the guise of the Alba White Truffle, inspires the recipes of Michelin-starred chefs all over the world.
To celebrate autumn, we offer three easy recipes using a seasonal ingredient and Brezzo honey. One of these will obviously be with the White Truffle, whose scent contains all the nuances of this opulent season.

BAKED PUMPKIN AND HONEY

Baked Pumpkin with Honey and Rosemary is simple, yet extremely sophisticated and deliciously scented. Excellent as a side dish, but also as a special dessert after a meal. A fitting honey to pair with it is Chestnut Honey, whose bitter notes blend perfectly with the sugary notes of pumpkin, without ever being overly sweet.
Ingredients
Procedure
Wash the pumpkin, remove the seeds and cut it into slices of about one and a half centimeters thick. There is no need to remove the peel. Arrange the pumpkin slices on a baking sheet lined with parchment paper, sprinkle with honey, add salt and pepper. Bake the pumpkin at 220 °C for about 15-18 minutes or until the surface is lightly caramelized and the flesh is soft. Towards the end of cooking, add the rosemary, a couple of leaves for each slice and bake for another 5 minutes. You can eat it hot or lukewarm. If served as a dessert, it can be accompanied by crumbled walnuts and pomegranate grains.

LEEKS OF CERVERE, HONEY AND POLLEN

Among all leeks, those of Cervere, a small town located a few kilometers from Bra, are the most famous, also celebrated during the Fiera del Porro, a “leek fair” organized during November that attracts thousands of enthusiasts. This recipe brings together two excellences: Leek of Cervere Dop and Orange Honey, with a delicate and enveloping flavor and the unmistakable citrus aroma of orange blossom flowers that the bees have foraged. Leeks with honey and pollen are an excellent side dish for roasted meats and steamed white fish. Also, try it cold as a filling for an unusual sandwich with tasty cold cuts such as mortadella or salami.
Ingredients
Procedure
Clean the leeks by removing the outer skin and the roots, cut them into rings and wash everything. In a large pan heat the butter with honey and a little coarse salt. Add the leeks and brown everything. Add a little hot water, just enough to cover everything, lower the heat and let it braise, without putting the cover, until the sauce has thickened. Finally add the pollen and serve.

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RISOTTO WITH CASTELMAGNO, HONEY AND TRUFFLE

Here it is: four 100% Piedmontese wonders in one dish. Carnaroli Superfino Brezzo Rice, grown in the rice fields at the foot of Monte Rosa; Castelmagno Dop from the cottages of the Grana Valle; Brezzo Rhododendron Honey collected from the Alpine valleys in the area of Cuneo; and Brezzo White Truffle Cream. A dish with an exquisite and refined flavor, a true gastronomic hymn to autumn.
Ingredients (4 peple)
Procedure
In a saucepan put oil and butter. Add the finely chopped onion and brown it, then the rice, toasting it well. Add white wine. After the wine has evaporated, add a quarter of the grated Castelmagno and continue cooking with the broth, stirring carefully. Just before finishing cooking, add the remaining Castelmagno and three spoonful of Rhododendron honey. Finish cooking and whisk with butter, Castelmagno chips and a few spoons of White Truffle Cream. Just before serving, sprinkle a drizzle of honey over the rice.

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(Rhododendron Honey)

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(White Truffle Cream)
Un mare di miele

Un mare di miele

Come ogni anno è di nuovo estate. Le temperature raggiungono l’apice, le serate si protraggono fino a notte fonda e tutti, più o meno, sognano il loro posto al sole.

Per chi ha già raggiungo le spiagge o per chi ancora deve mettersi in viaggio – e anche per chi,, quest’anno, osserverà le onde solo su Instagram – ecco tre ricette che mettono insieme “mare e miele”: piatti gustosissimi ed estivi che arrivano direttamente dalle coste del Mediterraneo e, almeno con il palato, ci permetteranno di fare un tuffo!
Seguiteci.

IN SARDEGNA CON LE SEADAS

È difficile dire se le coste più belle d’Italia siano in Sardegna: ma più facile attribuire alla seadas la palma d’oro del piatto più goloso da preparare con il miele. Croccanti, fresche (grazie al limone), goderecce e deliziose, le seadas sono facilissime da preparare e deliziano ogni palato. Sono frittelle ripiene di pecorino fresco, con un topping – come usano dire gli chef contemporanei – di dolcissimo miele. Già, ma quale miele? Trattandosi di un piatto sardo che utilizza pecorino non stagionato e dolce, il miele giusto è quello di Corbezzolo. Oppure per chi non ama il suo gusto intenso e amaro, consigliamo Miele d’Arancio o di Acacia. Vi consigliamo mezzo cucchiaino di questo miele dal retrogusto amaro sulle seadas appena fritte e calde: il calore scioglierà i cristalli imbevendo leggermente la pasta e amalgamandosi perfettamente con il formaggio!

La ricetta è facilissima.

INGREDIENTI

  • 100 g di farina di semola rimacinata
  • 200 g di farina «00»
  • 300 g di formaggio pecorino dolce e fresco
  • 85 ml di acqua
  • 2 cucchiai di scorza di limone
  • 60 g di burro
  • 1 pizzico di sale
  • Miele di Corbezzolo, di Arancio o di Acacia Brezzo
  • olio di semi per friggere

Create l’impasto con farina, burro e acqua. Adagiate l’impasto su di un tagliere infarinato, coprite con la pellicola trasparente per alimenti e fate riposare in frigorifero per mezz’ora.. Nel frattempo preparate il ripieno: versate il pecorino in una terrina, lavorate il limone e grattugiatene la scorza che andrete poi ad unire al formaggio. Togliete l’impasto dal frigorifero e stendetelo su di un piano di lavoro infarinato fino a ottenere un giusto spessore. Con una formina, tagliate la pasta a dischetti, sulla metà dei quali adagiate un bel cucchiaio di ripieno. Poi richiudete il tutto con l’altra metà della pasta. Friggete in olio bollente, scolate su carta assorbente e completate la ricetta con un cucchiaio di miele.

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TROPEA, CIPOLLE E MIELE

Tropea è una deliziosa cittadina in provincia di Vibo Valentia, nella Calabria occidentale. Le sue coste sono alcune delle più belle della Regione e forse per questo prendono il nome di «Costa degli Dei». Famose quanto le spiagge, sono le cipolle rosse di Tropea, coltivate nell’interno. Succose e fragranti, adatte alla preparazione di moltissimi piatti, danno il loro meglio se caramellate, sprigionando il loro gusto sapido e dolce al contempo. La ricetta che vi proponiamo è un contorno sfizioso e facilissimo da preparare: cipolle di Tropea caramellate con il miele.

Per realizzarle, seguite la nostra semplice ricetta e ricordatevi di usare un miele dolce e delicato, tipo quello di limone, che enfatizza la dolcezza delle cipolle senza essere stucchevole, grazie alla sua nota acidula. Ricordatevi di unire la salvia, per un tocco estivo e profumato.

INGREDIENTI

  • 450/500 gr di cipolle dolci
  • 30 gr di burro senza lattosio
  • 2 cucchiai abbondanti di Miele di Limone Brezzo
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna integrale
  • 2 o 3 foglie di salvia
  • Un pizzico di sale

Pulite, affettate molto sottilmente le cipolle e ponetele in una padella tipo wok con il burro, il sale e le foglie di salvia. Fate cuocere con il coperchio per 10 minuti a fuoco basso. A questo punto possiamo aggiungete il miele e lo zucchero proseguendo la cottura per 20 minuti: gli ultimi 5 minuti senza coperchio in modo da far asciugare l’acqua delle cipolle e permettere la caramellizzazione.

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DALLA GRECIA CON “SAGANAKI”

Chi non ha mai desiderato di tuffarsi nel «greco mar da cui vergine nacque Venere», come scrive il poeta Ugo Foscolo ricordando la sua natìa Zacinto? Con i suoi mille anfratti, le isole incontaminate, le spiagge bianche e il turchese del suo mare, la Grecia è il simbolo stesso delle vacanze mediterranee. Anche qui si prepara un dolce caratteristico e facilmente replicabile, che unisce il dolce del miele al salato della Feta, il tipico formaggio di capra conservato in salamoia.

Per il miele, visto il contrasto con il sapido formaggio caprino, consigliamo l’Acacia. Oppure, per un tocco più mediterraneo, il miele di Arancio, caratterizzato da note aggrumate, Eucalipto, leggermente balsamico, o Timo, dal caratteristico profumo di erbe aromatiche.

INGREDIENTI

  • 1  panetto di Feta greca
  • 1 uovo;
  • pangrattato
  • sale
  • olio di semi per la frittura
  • semi di sesamo
  • Miele di Acacia, Arancio, Eucalipto o Timo Brezzo

Prendete il panetto di Feta greca, scolatelo, lavatelo e tagliatelo in due parti uguali per la lunghezza. Passatelo nell’uovo e poi nel pangrattato, due volte per una doppia panatura. A questo punto friggete il tutto, fate dorare, scolate e servite su cara assorbente con una spruzzata di limone e un cucchiaino di miele.

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Like every year, it’s summer time again. Temperatures reach their peak, the evenings last late into the night and everyone, more or less, dreams of their place in the sun.

For those who have already reached the beaches or for those who still have to leave – and also for those who will only see the waves on Instagram for this year – here are three recipes that combine “sea and honey”: tasty summer dishes that come directly from the coasts of the Mediterranean and that, at least through the palate, will allow us to take a dip!

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IN SARDINIA WITH THE SEADAS

It is difficult to say if the most beautiful coasts of Italy are in Sardinia: but it is easier to give seadas the golden palm as the most delicious dish prepared with honey. Crunchy, fresh (thanks to lemons), enjoyable and delicious, seadas are very easy to prepare and they can delight every palate. Seadas are pancakes stuffed with fresh pecorino, topped – as contemporary chefs say – with very sweet honey. Yeah, but which honey? Since this is a Sardinian dish that uses unseasoned and sweet pecorino, the right honey is Corbezzolo. But for those who do not like its intense and bitter taste, we recommend Orange or Acacia Honey. We recommend half a teaspoon of this honey with a bitter aftertaste on freshly fried and hot seadas: the heat will melt the crystals, slightly soaking the dough and blending perfectly with the cheese!

The recipe is very easy.

INGREDIENTS

  • 100 g of re-milled semolina flour
  • 200 g all-purpose flour
  • 300 g of sweet and fresh pecorino cheese
  • 85 ml of water
  • 2 tablespoons of lemon zest
  • 60 g of butter
  • 1 pinch of salt
  • Corbezzolo, Orange or Acacia Honey by Brezzo
  • Seed oil for frying

Make a dough with flour, butter and water. Place the dough on a floured cutting board, cover it with cling film and let it rest in the refrigerator for half an hour. In the meantime, prepare the filling: pour the pecorino cheese in a bowl, get the lemon and grate the zest that will be added to the cheese. Remove the dough from the refrigerator and roll it out on a floured work surface until the right thickness is obtained. With a mold, cut the dough into discs, topping its half with a nice spoonful of filling. Then, close the dough by folding the other half. Fry in hot oil, drain on absorbent paper and complete the recipe with a spoonful of honey.

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TROPEA, ONIONS AND HONEY

Tropea is a delightful town in the province of Vibo Valentia, in western Calabria. Its coasts are some of the most beautiful in the region and perhaps this is the reason why they are referred to as the «Costa degli Dei», the “Coast of the Gods”. As famous as the beaches are Tropea’s red onions, grown inland. Juicy and fragrant, suitable for the preparation of many dishes, they are best caramelized, releasing their savory and sweet taste at the same time. This recipe is a delicious and easy to prepare side dish: Tropea onions caramelized with honey.

To make them, follow our simple recipe and remember to use a sweet and delicate honey, such as lemon honey, which emphasizes the sweetness of the onions without being cloying, thanks to its sour note. Remember to add sage, for a summery and fragrant touch.

INGREDIENTS

  • 450/500 gr of sweet onions
  • 30 gr of lactose-free butter
  • 2 generous spoonful of Brezzo lemon honey
  • 1 tablespoon of whole cane sugar
  • 2 or 3 sage leaves
  • A pinch of salt

Wash and thinly slice the onions, and place them in a wok pan with butter, salt and sage leaves. Cook with the lid on for 10 minutes over low heat. At this point add the honey and sugar, continuing to cook for 20 minutes: the last 5 minutes of cooking will be done without the lid on, in order to dry the onion water and allow it to caramelize.

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FROM GREECE WITH “SAGANAKI”

Who has never wanted to dive into the «Greek sea from which Venus was born virgin», as the poet Ugo Foscolo writes when recalling his birthplace in Zakynthos? With its thousand ravines, pristine islands, white beaches and the turquoise of its sea, Greece is the very symbol of Mediterranean holidays. Here, too, a characteristic and easily replicable dessert is prepared, combining the sweetness of honey with the salty Feta, the typical goat cheese preserved in brine. As for the honey, given the contrast with the savory goat cheese, we recommend Acacia. Or, for a more Mediterranean touch, we recommend Orange honey, characterized by citrus notes, Eucalyptus, slightly balsamic, or Thyme, with a characteristic scent of aromatic herbs.

INGREDIENTS

  • 1 piece of Greek Feta
  • 1 egg
  • bread crumbs
  • salt
  • seed oil for frying
  • Sesame seeds
  • Acacia, Orange, Eucalyptus or Thyme honey by Brezzo

Take the stick of Greek Feta, drain and wash it, and cut it into two equal parts lengthwise. Pass it in the egg and then in the breadcrumbs, do this twice for a double breading. At this point, fry everything until golden brown, drain with a towel and serve with a squeeze of lemon and a teaspoon of honey.

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