Miele e formaggio, «matrimonio all’italiana»

Miele e formaggio, «matrimonio all’italiana»

 

Con oltre 30 varietà di miele e 450 tipologie di formaggio diverse, l’Italia è il primo paese al mondo per possibilità di abbinamento tra questi prodotti. Una ricchezza che si esprime non solo attraverso il contrasto tra dolce e salato, ma anche nella possibilità di proporre accostamenti arditi e ricercati, che tengono in considerazione le incredibili differenze di sapori e consistenza tra miele e miele e le altrettante differenti forme sotto cui si presenta il formaggio.

 

De gustibus

Questa piccola guida non si propone di dettare ferree regole per l’abbinamento miele e formaggio, piuttosto invita i lettori ad una scelta più consapevole in grado di esaltare le materie prime a disposizione.

 

La classificazione dei formaggi

Se di miele e mieli abbiano parlato a lungo in questo blog, è bene fare alcune precisazioni sui tipi di formaggio e sulla loro classificazione. Essenzialmente, il formaggio si distingue e modifica il proprio gusto in base a tre fondamentali caratteristiche:

    1. La tecnica di produzione, responsabile della consistenza – Il formaggio è, semplificando, la coagulazione della caseina del latte, detta cagliata, che ingloba calcio, fosforo e sostanze grasse, con conseguente separazione del siero. La cagliata viene rotta in modi diversi: più “fine” è la rottura, più il formaggio eliminerà siero e sarà più asciutto e duro. Per ottenere paste ancora più dure la cagliata viene cotta a 48-50 gradi, mentre per i formaggi a pasta filata la cagliata viene lavorata con acqua calda e poi manipolata a mano.
    2. Il tipo di latte, che determina il grado di grassezza e dolcezza – Latte ovino, caprino, bovino e bufalino hanno un diverso tenore di zuccheri e grassi che conferiscono una differente cremosità e struttura aromatica (in base al nutrimento degli animali).
    3. La stagionatura e la conservazione, che influenzano la sapidità e l’intensità del formaggio – basta pensare ai formaggi erborinati o a quelli di grotta, ai formaggi salati in superficie o a quelli aromatici, con croste edibili caratterizzate da muffe nobili.

Concordanza e contrapposizione
L’abbinamento miele e il formaggio si esplicita nella forma di due principali incontri: la contrapposizione o la concordanza. Per contrapposizione si intende la volontà di proporre un abbinamento equilibrante, volto cioè a moderare e limitare certe caratteristiche dei formaggi presi in esame. Invece la concordanza è l’abbinamento che tende a sottolineare ed esaltare le somiglianze. Per contrapposizione avremo: formaggi grassi “contro” mieli dalle note acidule; formaggi sapidi “contro” mieli dolci o amari. Per concordanza avremo formaggi aromatici con mieli aromatici, formaggi acidi con mieli aciduli (o dolci con dolci); formaggi persistenti e strutturati con mieli di forte intensità gusto-olfattiva. Non solo: si possono abbinare formaggi e miele in base alla consistenza come ad esempio, una densa  melata di bosco a un gorgonzola morbido e stagionato, prolungando il senso di morbidezza in bocca.

Il gusto del territorio

Un interessante connubio è infine quello territoriale, costruito cioè a partire da mieli e formaggi appartenenti ad un luogo specifico. Si potranno così apprezzare il miele di rododendro (albero che cresce in quota) e il miele di montagna della Valle Maira con i formaggi d’alpeggio piemontesi. Oppure i mieli d’agrumi con i formaggi della Trinacria (Ragusano e Caciocavallo, ad esempio). Un abbinamento classico e caratteristico è quello “sardo”, con miele di corbezzolo e Pecorino sardo.

 

 

ABBINAMENTI MIELE FORMAGGIO, INFOGRAFICA

Il matrimonio “imperfetto”, trionfo delle possibilità

La letteratura scientifica parla dell’abbinamento miele formaggio attraverso la metafora del «matrimonio imperfetto», perché il miele, a differenza di bevande come il vino e la birra, non è in grado di esprimere in un unico prodotto elementi di concordanza e contrasto. Questo, lungi da essere un limite, apre alla fantasia. Non essendoci un’unione per eccellenza, saranno il gusto e le nostre sensazioni a decidere lo “sposalizio” che, se si rivela guidato dall’amore, sarà davvero un fecondo e duraturo «matrimonio all’italiana».

Gli abbinamenti

È giunta l’ora di dare i nostri personali suggerimenti, tenendo a mente quanto detto finora e la regola aurea  di qualsiasi incontro: il vero amore nasce dall’equilibrio, dalla capacità di esaltare le reciproche caratteristiche, senza obnubilare quelle dell’altro.

MIELE ITALIANO DI ACACIA BREZZO

Concordanza – In abbinamento con yogurt, ricotta fresca di capra o vaccina.
Contrapposizione – Mascarpone (grassezza), formaggi erborinati (sapidità).

MIELE ITALIANO DI ARANCIO BREZZO

Concordanza – Formaggi siciliani come il Ragusano, Pecorino siciliano e Caciocavallo
Contrapposizione – La sua nota aromatica lo rende perfetto per completare formaggi freschi come il Bra Tenero o la Ricotta di capra.

MIELE ITALIANO DI CASTAGNO BREZZO

Concordanza – Il suo gusto deciso e amarognolo lo rende un accompagnamento bilanciato con formaggi di lunga stagionatura e saporiti: Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Castelmagno.Contrapposizione –  Formaggi profumati e delicati come la ricotta, il Bra tenero e il Sairass (ricotta piemontese). Formaggi di media stagionatura come Taleggio, Raschera, Fontina, Tome giovani.

MIELE ITALIANO DI EUCALIPTO BREZZO

Concordanza – L’intenso gusto balsamico e di liquirizia lo rende perfetto con formaggi saporiti quali il Ragusano stagionato, il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano o il Grana Trentino.
Contrapposizione – Formaggi caprini freschi e profumati

MIELE ITALIANO DI TARASSACO BREZZO

Concordanza – Miele fortemente aromatico e cremoso, con sentori di olii essenziali. Si sposa con formaggi ovini di media stagionatura come il Pecorino sardo, il Pecorino romano, il Pecorino toscano o il Bitto.
Contrapposizione – Formaggi a pasta grassa non troppo aromatici, per prolungare il piacere delle sue intense note floreali.

MIELE ITALIANO DI TIGLIO BREZZO

Concordanza – La sua freschezza balsamica, di erbe medicinali, lo abbina bene a formaggi di montagna come il Raschera, l’Asiago d’alpeggio, il Castelmagno, la Fontina.
Contrapposizione – Le note mentolate vengono invece esaltate da formaggi freschi come la Toma d’Alba.

MELATA DI BOSCO BREZZO

Concordanza – Grazie alle sue note salate è ideale in accompagnamento a formaggi stagionati dal gusto
deciso sia a pasta dura (come il parmigiano Reggiano, l’Asiago e il Montasio).
Contrapposizione –  le stesse note salate e vegetali lo rendono ottimo con la Robiola di Roccaverano, burrosa e delicata.

MIELE ITALIANO DI RODODENDRO BREZZO

Concordanza – Un miele di montagna, dolce e profumato. Si abbina bene con i formaggi di alpeggio.
Contrapposizione – La sua dolcezza può accompagnare formaggi amarognoli, come la Vezzena o il Brunetto.

MIELE ITALIANO DI CORBEZZOLO BREZZO

Contrapposizione – Miele dalla caratteristica nota amara che è bene abbinare in contrasto con formaggi dolci e grassi.

MIELE ITALIANO DI TIMO BREZZO

Concordanza – Il suo sapore caratteristico dato dal timolo, lo rende perfetto in abbinamento a formaggi stagionati e saporiti.
Contrapposizione – Regala sapori particolari con formaggi piccanti, di fossa e con robiole molto profumate.

On the occasion of Cheese 2017 (Bra 15 – 18 September), Italy’s biggest cheese show, we want to devote a detailed guide to of the art of pairing honey and cheese, a triumph of imagination and taste.

With more than 300 types of honey and 450 kinds of different cheeses, Italy is a world leader in possible pairings of these products.  This richness is expressed not only by way of the contrast between sweet and savoury, but also in the way bold and sophisticated pairings can be created, which take into account the incredible differences in flavours and consistency between one honey and another, and the equally different forms in which cheese comes

De gustibus

This little guide does not set out to dictate strict rules for pairing honey and cheese, but rather invites readers to make a more conscious choice that can enhance the raw materials available.

Classification of cheeses

If we have spoken at length about honey and honeys in this blog, it would be a good idea to provide some clarification about types of cheese and their classification. Essentially, cheese is distinguished and modifies its flavour on the bases of three fundamental characteristics:

The production method, responsible for the consistency – Simply put, cheese is the coagulation of casein, called curd, which incorporates calcium, phosphorus and fatty substances, with the subsequent separation of the whey. The curd is cut in different ways – the “finer” it is cut, the more the cheese will release whey and the drier and harder it will be. To obtain harder cheeses, the curd is heated at 48-50 degrees, while for stretched-curd cheeses, the curd is steeped in hot water and then kneaded by hand.

  1. The type of milk, which determines the degree of fattiness and sweetness – Sheep’s, goat’s, cow’s and buffalo milks have different sugar and fat contents that give a different creaminess and aromatic structure (depending on how the animals are fed).
  1. Ageing and preservation, which influence the sapidity and strength of flavour of the cheese – just think of blue or cave-aged cheeses, those salted on the surface or aromatic cheese, with edible rinds featuring noble moulds.

Complementary and contrasting

Honey and cheese pairings come in the form of two main encounters: complementary or contrasting. By contrasting we mean the desire to offer a balancing pairing, one aimed at moderating and limiting certain characteristics of the cheeses in question. Complementary pairings, on the other hand, tend to underscore and enhance the similarities. For contrasting we will have: fatty cheeses “against” honeys with acidic notes; savour cheeses “against” sweet or bitter honeys. For complementary we will have acidic cheeses with acidic honeys (or sweet with sweet): persistent, well-structured cheeses with intensely flavoured and strong-smelling honeys. That is not all: cheeses and honeys can be paired on the basis of consistency, for example a dense honeydew honey with a soft, mature gorgonzola, to prolong the feeling of softness in the mouth.

An interesting combination is that of places of origin, created starting with honeys and cheeses belonging to a specific place. In this way one can enjoy rhododendron honey (a bush that grows at altitude) and mountain honey from the Maira Valley with Piedmont alpine pasture cheeses. Or citrus honeys with Sicilian cheeses (Ragusano and Caciocavallo for example). A classic pairing is Sardinian, with strawberry tree honey and Sardinian pecorino.

The “imperfect” marriage, the triumph of possibilities

Scientific literature uses the metaphor of an “imperfect marriage” to describe the pairing of honey and cheese, since unlike other beverages such as wine and beer, honey is not able to express complementary and contrasting elements in a single product.  Far from being a limit, however, this gives room for imagination. Not being a union par excellence, it will be the taste and our senses to decide the “marriage” that, if guided by love, will truly be a fruitful and lasting “marriage Italian style”.

Pairings

It is now time to make our personal suggestions, keeping in mind what has been said so far and respecting the golden rule for any encounter: true love is born from balance, and the ability to enhance the mutual characteristics without overshadowing those of the other.

BREZZO ITALIAN ACACIA HONEY

Complementary – Paired with yoghurt, fresh goat or cow’s milk ricotta.
Contrasting – Mascarpone (fattiness), blue cheeses (sapidity).

BREZZO ITALIAN ORGANGE HONEY

Complementary – Sicilian cheeses such as Ragusano, Sicilian Pecorino and Caciocavallo
Contrasting – its aromatic notes makes it perfect with fresh cheeses such as Bra Tenero or goat’s milk Ricotta.

BREZZO ITALIAN CHESTNUT HONEY

Complementary – Its decisive, slightly bitter flavour makes it a balanced accompaniment to well-matured, flavourful cheeses:  Parmigiano Reggiano, Grana Padano and Castelmagno.
Contrasting –  Delicate, fragrant cheeses such as ricotta, Bra Tenero and Sairass (Piedmont ricotta). Medium-aged cheeses such as Taleggio, Raschera, Fontina and young Toma.

BREZZO ITALIAN EUCALYPTUS HONEY

Complementary – The intense balsamic and liquorice flavour makes it perfect with flavourful cheeses such as mature Ragusano, Parmigiano Reggiano, Grana Padano or Grana Trentino.
Contrasting – Fresh and fragrant goat cheeses
BREZZO ITALIAN DANDELION HONEY
Complementary – A highly aromatic, creamy honey with essential oil notes, it goes well with medium-aged sheep’s milk cheeses such as Sardinian Pecorino, Pecorino Romano, Tuscan Pecorino or Bitto.
Contrasting – Not too aromatic high fat cheeses, to prolong the pleasure of its intense floral notes.

BREZZO ITALIAN LIME TREE HONEY

Complementary – the balsamic freshness of medicinal herbs makes it pair well with mountain cheeses such as Raschera, alpine pasture Asiago, Castelmagno and Fontina.
Contrasting – The minty notes on the other hand are enhanced by fresh cheeses such as Toma d’Alba.

BREZZO FOREST HONEY

Complementary – Its savoury notes make it ideal to pair with well-flavoured mature hard cheeses (such as Parmigiano Reggiano, Asiago and Montasio).
Contrasting –  the same savoury, plant notes make it excellent with buttery, delicate Robiola di Roccaverano.

BREZZO ITALIAN RHODODENDRON HONEY

Complementary– A sweet, fragrant mountain honey, it pairs well with alpine pasture cheeses.
Contrasting – Its sweetness contrasts well with slightly bitter cheeses such as Vezzena or Brunetto.

BREZZO ITALIAN ARBUTUS HONEY

Contrasting – A honey with typical bitter notes that is best paired in contrast with sweet, fatty cheeses.

BREZZO ITALIAN THYME HONEY  

Complementary – Its thyme flavour makes it a perfect combination with flavourful, mature cheeses.
Contrasting – It creates special flavours with sharp or cave-aged cheeses and with very fragrant Robbiola.

Il miele d’autunno, tre golose ricette

Il miele d’autunno, tre golose ricette

Se pensate che l’autunno sia una triste e nebbiosa transizione dell’estate verso l’inverno, dovreste ricredervi.

Lo dice la parola stessa. Autunno ha una meravigliosa etimologia, deriva dal latino augere, che significa arricchire, e dal greco μένος, che è una desinenza passiva. Letteralmente vuol dire arricchito o, in altre parole, “stagione benedetta da abbondanti frutti”.

In Piemonte poi, l’autunno è particolarmente generoso. È in questa stagione che giungono a maturazione meravigliosi ortaggi come zucche, cardi, carciofi tardivi, porri, cavoli e cavolfiori; frutti come castagne, nocciole, mele, pere, melograni, kiwi. E non dimentichiamoci delle uve e dei funghi, capisaldi dell’enogastronomia locale. Di tutte le prelibatezze autunnali, però, una regna sovrana: è il Tuber Magnatum Pico, il diamante della terra, che nelle vesti del Tartufo Bianco d’Alba ispira le ricette degli chef stellati in tutto il mondo.
Per celebrare l’autunno vi proponiamo tre ricette facili utilizzando un ingrediente stagionale e un miele di Brezzo. Una di queste sarà ovviamente con il Tartufo Bianco, il cui profumo racchiude tutte le sfumature di questa opulente stagione.

ZUCCA AL FORNO E MIELE

La Zucca al forno con miele e rosmarino è semplice, ma estremamente sofisticata e deliziosamente profumata. Ottima come contorno, ma anche che come speciale dessert a fine pasto. Per l’abbinamento con il miele scegliamo un Miele di Castagno, le cui note amarognole si fondono perfettamente a quelle zuccherine della zucca, senza mai essere stucchevoli.
Ingredienti
  • 1/2 zucca
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 pizzichi di sale
  • 3 cucchiai di Miele di Castagno Brezzo
  • 1 pizzico di pepe nero
  • Noci e chicchi di melograno
Preparazione
Lavate la zucca, eliminate i semi e tagliatela a fette di circa un centimetro e mezzo di spessore. Non occorre eliminare la scorza. Disponete le fette di zucca su una teglia rivestita con carta forno, irroratela con il miele, aggiungete il sale e il pepe. Infornate la zucca a 220°C per circa 15 – 18 minuti o finché la superficie non sarà leggermente caramellata e la polpa morbida. Verso fine cottura, aggiungete il rosmarino, un ciuffetto per ciascuno spicchio e rinfornate per altri 5 minuti. Potete consumarla calda o tiepida. Servita come dolce può essere accompagnata a noci sbriciolate e chicchi di melograno.
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PORRI DI CERVERE, MIELE E POLLINE

Tra tutti i porri, quelli di Cervere, cittadina a pochi chilometri da Bra, sono i più rinomati, celebrati anche dalla Fiera del Porro, manifestazione novembrina che attira migliaia di appassionati. La ricetta che vi proponiamo mette insieme due eccellenze: il Porro di Cervere Dop e il Miele di Arancio, dal sapore delicato e avvolgente, con l’inconfondibile aroma agrumato dei fiori di zagara su cui le api hanno bottinato. I porri al miele e polline sono un ottimo contorno per carni arrosto e pesce bianco cotto al vapore. Da provare anche freddi come farcitura per un insolito panino con salumi saporiti come mortadella o salame.
Ingredienti
Preparazione
Mondate i porri eliminando le guaine esterne e le radici, tagliateli a rondelle e lavate il tutto. In una padella capiente riscaldate il burro con il miele e poco sale grosso. Unite i porri e rosolate il tutto. Unite un poco di acqua calda sino a coprire il tutto a filo, abbassate la fiamma e lasciate brasare, senza coprire, sino a che la salsa si sarà addensata. Unite infine il polline e servite.

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RISOTTO AL CASTELMAGNO, MIELE E TARTUFO

Ci siamo, ecco quattro meraviglie 100% piemontesi in un solo piatto. Riso Carnaroli Superfino Brezzo, coltivato nelle risaie ai piedi del Monte Rosa; Castelmagno Dop proveniente dalle malghe della Valle Grana; Miele di Rododendro Brezzo raccolto nelle valli alpine del Cuneese; e Crema di Tartufo Bianco Brezzo. Un piatto dal gusto sopraffino e ricercato, vero inno gastronomico all’autunno.
Ingredienti (per 4 persone)
Preparazione
In una casseruola mettete olio e burro. Aggiungete la cipolla tritata fine e fatela rosolare, poi il riso, facendolo tostare per bene. Bagnate con vino bianco. Dopo che il vino sarà consumato, aggiungete un quarto del Castelmagno grattugiato e continuare la cottura con brodo vegetale, girando accuratamente. Poco prima di terminare la cottura, aggiungete il Castelmagno rimanente e tre cucchiai di miele di Rododendro. Terminate la cottura e mantecare con burro, Castelmagno a schegge e alcuni cucchiai di Crema al Tartufo Bianco. Al momento del servizio spargete sopra al riso ancora un filo di miele.

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If you think that autumn is a sad and foggy transition from summer to winter, you should change your mind.


The word itself says so. Autumn has a wonderful etymology: it comes from the Latin word augere, which means to enrich, and from the Greek μένος, a passive suffix. It literally means “enriched” or, in other words, “a season blessed with abundant fruit”.

And in Piedmont, autumn is particularly generous. It is during this season that wonderful vegetables such as pumpkins, thistles, late artichokes, leeks, cabbage and cauliflower ripen; and fruits such as chestnuts, hazelnuts, apples, pears, pomegranates, kiwis. And let’s not forget the grapes and mushrooms, cornerstones of local gastronoly. Of all the autumn delicacies, however, one reigns supreme: it is the Tuber Magnatum Pico, the diamond of the earth, which, under the guise of the Alba White Truffle, inspires the recipes of Michelin-starred chefs all over the world.
To celebrate autumn, we offer three easy recipes using a seasonal ingredient and Brezzo honey. One of these will obviously be with the White Truffle, whose scent contains all the nuances of this opulent season.

BAKED PUMPKIN AND HONEY

Baked Pumpkin with Honey and Rosemary is simple, yet extremely sophisticated and deliciously scented. Excellent as a side dish, but also as a special dessert after a meal. A fitting honey to pair with it is Chestnut Honey, whose bitter notes blend perfectly with the sugary notes of pumpkin, without ever being overly sweet.
Ingredients
Procedure
Wash the pumpkin, remove the seeds and cut it into slices of about one and a half centimeters thick. There is no need to remove the peel. Arrange the pumpkin slices on a baking sheet lined with parchment paper, sprinkle with honey, add salt and pepper. Bake the pumpkin at 220 °C for about 15-18 minutes or until the surface is lightly caramelized and the flesh is soft. Towards the end of cooking, add the rosemary, a couple of leaves for each slice and bake for another 5 minutes. You can eat it hot or lukewarm. If served as a dessert, it can be accompanied by crumbled walnuts and pomegranate grains.

LEEKS OF CERVERE, HONEY AND POLLEN

Among all leeks, those of Cervere, a small town located a few kilometers from Bra, are the most famous, also celebrated during the Fiera del Porro, a “leek fair” organized during November that attracts thousands of enthusiasts. This recipe brings together two excellences: Leek of Cervere Dop and Orange Honey, with a delicate and enveloping flavor and the unmistakable citrus aroma of orange blossom flowers that the bees have foraged. Leeks with honey and pollen are an excellent side dish for roasted meats and steamed white fish. Also, try it cold as a filling for an unusual sandwich with tasty cold cuts such as mortadella or salami.
Ingredients
Procedure
Clean the leeks by removing the outer skin and the roots, cut them into rings and wash everything. In a large pan heat the butter with honey and a little coarse salt. Add the leeks and brown everything. Add a little hot water, just enough to cover everything, lower the heat and let it braise, without putting the cover, until the sauce has thickened. Finally add the pollen and serve.

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RISOTTO WITH CASTELMAGNO, HONEY AND TRUFFLE

Here it is: four 100% Piedmontese wonders in one dish. Carnaroli Superfino Brezzo Rice, grown in the rice fields at the foot of Monte Rosa; Castelmagno Dop from the cottages of the Grana Valle; Brezzo Rhododendron Honey collected from the Alpine valleys in the area of Cuneo; and Brezzo White Truffle Cream. A dish with an exquisite and refined flavor, a true gastronomic hymn to autumn.
Ingredients (4 peple)
Procedure
In a saucepan put oil and butter. Add the finely chopped onion and brown it, then the rice, toasting it well. Add white wine. After the wine has evaporated, add a quarter of the grated Castelmagno and continue cooking with the broth, stirring carefully. Just before finishing cooking, add the remaining Castelmagno and three spoonful of Rhododendron honey. Finish cooking and whisk with butter, Castelmagno chips and a few spoons of White Truffle Cream. Just before serving, sprinkle a drizzle of honey over the rice.

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(Rhododendron Honey)

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(White Truffle Cream)
Un mare di miele

Un mare di miele

Come ogni anno è di nuovo estate. Le temperature raggiungono l’apice, le serate si protraggono fino a notte fonda e tutti, più o meno, sognano il loro posto al sole.

Per chi ha già raggiungo le spiagge o per chi ancora deve mettersi in viaggio – e anche per chi,, quest’anno, osserverà le onde solo su Instagram – ecco tre ricette che mettono insieme “mare e miele”: piatti gustosissimi ed estivi che arrivano direttamente dalle coste del Mediterraneo e, almeno con il palato, ci permetteranno di fare un tuffo!
Seguiteci.

IN SARDEGNA CON LE SEADAS

È difficile dire se le coste più belle d’Italia siano in Sardegna: ma più facile attribuire alla seadas la palma d’oro del piatto più goloso da preparare con il miele. Croccanti, fresche (grazie al limone), goderecce e deliziose, le seadas sono facilissime da preparare e deliziano ogni palato. Sono frittelle ripiene di pecorino fresco, con un topping – come usano dire gli chef contemporanei – di dolcissimo miele. Già, ma quale miele? Trattandosi di un piatto sardo che utilizza pecorino non stagionato e dolce, il miele giusto è quello di Corbezzolo. Oppure per chi non ama il suo gusto intenso e amaro, consigliamo Miele d’Arancio o di Acacia. Vi consigliamo mezzo cucchiaino di questo miele dal retrogusto amaro sulle seadas appena fritte e calde: il calore scioglierà i cristalli imbevendo leggermente la pasta e amalgamandosi perfettamente con il formaggio!

La ricetta è facilissima.

INGREDIENTI

  • 100 g di farina di semola rimacinata
  • 200 g di farina «00»
  • 300 g di formaggio pecorino dolce e fresco
  • 85 ml di acqua
  • 2 cucchiai di scorza di limone
  • 60 g di burro
  • 1 pizzico di sale
  • Miele di Corbezzolo, di Arancio o di Acacia Brezzo
  • olio di semi per friggere

Create l’impasto con farina, burro e acqua. Adagiate l’impasto su di un tagliere infarinato, coprite con la pellicola trasparente per alimenti e fate riposare in frigorifero per mezz’ora.. Nel frattempo preparate il ripieno: versate il pecorino in una terrina, lavorate il limone e grattugiatene la scorza che andrete poi ad unire al formaggio. Togliete l’impasto dal frigorifero e stendetelo su di un piano di lavoro infarinato fino a ottenere un giusto spessore. Con una formina, tagliate la pasta a dischetti, sulla metà dei quali adagiate un bel cucchiaio di ripieno. Poi richiudete il tutto con l’altra metà della pasta. Friggete in olio bollente, scolate su carta assorbente e completate la ricetta con un cucchiaio di miele.

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TROPEA, CIPOLLE E MIELE

Tropea è una deliziosa cittadina in provincia di Vibo Valentia, nella Calabria occidentale. Le sue coste sono alcune delle più belle della Regione e forse per questo prendono il nome di «Costa degli Dei». Famose quanto le spiagge, sono le cipolle rosse di Tropea, coltivate nell’interno. Succose e fragranti, adatte alla preparazione di moltissimi piatti, danno il loro meglio se caramellate, sprigionando il loro gusto sapido e dolce al contempo. La ricetta che vi proponiamo è un contorno sfizioso e facilissimo da preparare: cipolle di Tropea caramellate con il miele.

Per realizzarle, seguite la nostra semplice ricetta e ricordatevi di usare un miele dolce e delicato, tipo quello di limone, che enfatizza la dolcezza delle cipolle senza essere stucchevole, grazie alla sua nota acidula. Ricordatevi di unire la salvia, per un tocco estivo e profumato.

INGREDIENTI

  • 450/500 gr di cipolle dolci
  • 30 gr di burro senza lattosio
  • 2 cucchiai abbondanti di Miele di Limone Brezzo
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna integrale
  • 2 o 3 foglie di salvia
  • Un pizzico di sale

Pulite, affettate molto sottilmente le cipolle e ponetele in una padella tipo wok con il burro, il sale e le foglie di salvia. Fate cuocere con il coperchio per 10 minuti a fuoco basso. A questo punto possiamo aggiungete il miele e lo zucchero proseguendo la cottura per 20 minuti: gli ultimi 5 minuti senza coperchio in modo da far asciugare l’acqua delle cipolle e permettere la caramellizzazione.

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DALLA GRECIA CON “SAGANAKI”

Chi non ha mai desiderato di tuffarsi nel «greco mar da cui vergine nacque Venere», come scrive il poeta Ugo Foscolo ricordando la sua natìa Zacinto? Con i suoi mille anfratti, le isole incontaminate, le spiagge bianche e il turchese del suo mare, la Grecia è il simbolo stesso delle vacanze mediterranee. Anche qui si prepara un dolce caratteristico e facilmente replicabile, che unisce il dolce del miele al salato della Feta, il tipico formaggio di capra conservato in salamoia.

Per il miele, visto il contrasto con il sapido formaggio caprino, consigliamo l’Acacia. Oppure, per un tocco più mediterraneo, il miele di Arancio, caratterizzato da note aggrumate, Eucalipto, leggermente balsamico, o Timo, dal caratteristico profumo di erbe aromatiche.

INGREDIENTI

  • 1  panetto di Feta greca
  • 1 uovo;
  • pangrattato
  • sale
  • olio di semi per la frittura
  • semi di sesamo
  • Miele di Acacia, Arancio, Eucalipto o Timo Brezzo

Prendete il panetto di Feta greca, scolatelo, lavatelo e tagliatelo in due parti uguali per la lunghezza. Passatelo nell’uovo e poi nel pangrattato, due volte per una doppia panatura. A questo punto friggete il tutto, fate dorare, scolate e servite su cara assorbente con una spruzzata di limone e un cucchiaino di miele.

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Like every year, it’s summer time again. Temperatures reach their peak, the evenings last late into the night and everyone, more or less, dreams of their place in the sun.

For those who have already reached the beaches or for those who still have to leave – and also for those who will only see the waves on Instagram for this year – here are three recipes that combine “sea and honey”: tasty summer dishes that come directly from the coasts of the Mediterranean and that, at least through the palate, will allow us to take a dip!

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IN SARDINIA WITH THE SEADAS

It is difficult to say if the most beautiful coasts of Italy are in Sardinia: but it is easier to give seadas the golden palm as the most delicious dish prepared with honey. Crunchy, fresh (thanks to lemons), enjoyable and delicious, seadas are very easy to prepare and they can delight every palate. Seadas are pancakes stuffed with fresh pecorino, topped – as contemporary chefs say – with very sweet honey. Yeah, but which honey? Since this is a Sardinian dish that uses unseasoned and sweet pecorino, the right honey is Corbezzolo. But for those who do not like its intense and bitter taste, we recommend Orange or Acacia Honey. We recommend half a teaspoon of this honey with a bitter aftertaste on freshly fried and hot seadas: the heat will melt the crystals, slightly soaking the dough and blending perfectly with the cheese!

The recipe is very easy.

INGREDIENTS

  • 100 g of re-milled semolina flour
  • 200 g all-purpose flour
  • 300 g of sweet and fresh pecorino cheese
  • 85 ml of water
  • 2 tablespoons of lemon zest
  • 60 g of butter
  • 1 pinch of salt
  • Corbezzolo, Orange or Acacia Honey by Brezzo
  • Seed oil for frying

Make a dough with flour, butter and water. Place the dough on a floured cutting board, cover it with cling film and let it rest in the refrigerator for half an hour. In the meantime, prepare the filling: pour the pecorino cheese in a bowl, get the lemon and grate the zest that will be added to the cheese. Remove the dough from the refrigerator and roll it out on a floured work surface until the right thickness is obtained. With a mold, cut the dough into discs, topping its half with a nice spoonful of filling. Then, close the dough by folding the other half. Fry in hot oil, drain on absorbent paper and complete the recipe with a spoonful of honey.

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TROPEA, ONIONS AND HONEY

Tropea is a delightful town in the province of Vibo Valentia, in western Calabria. Its coasts are some of the most beautiful in the region and perhaps this is the reason why they are referred to as the «Costa degli Dei», the “Coast of the Gods”. As famous as the beaches are Tropea’s red onions, grown inland. Juicy and fragrant, suitable for the preparation of many dishes, they are best caramelized, releasing their savory and sweet taste at the same time. This recipe is a delicious and easy to prepare side dish: Tropea onions caramelized with honey.

To make them, follow our simple recipe and remember to use a sweet and delicate honey, such as lemon honey, which emphasizes the sweetness of the onions without being cloying, thanks to its sour note. Remember to add sage, for a summery and fragrant touch.

INGREDIENTS

  • 450/500 gr of sweet onions
  • 30 gr of lactose-free butter
  • 2 generous spoonful of Brezzo lemon honey
  • 1 tablespoon of whole cane sugar
  • 2 or 3 sage leaves
  • A pinch of salt

Wash and thinly slice the onions, and place them in a wok pan with butter, salt and sage leaves. Cook with the lid on for 10 minutes over low heat. At this point add the honey and sugar, continuing to cook for 20 minutes: the last 5 minutes of cooking will be done without the lid on, in order to dry the onion water and allow it to caramelize.

PURCHASE BREZZO LEMON HONEY

FROM GREECE WITH “SAGANAKI”

Who has never wanted to dive into the «Greek sea from which Venus was born virgin», as the poet Ugo Foscolo writes when recalling his birthplace in Zakynthos? With its thousand ravines, pristine islands, white beaches and the turquoise of its sea, Greece is the very symbol of Mediterranean holidays. Here, too, a characteristic and easily replicable dessert is prepared, combining the sweetness of honey with the salty Feta, the typical goat cheese preserved in brine. As for the honey, given the contrast with the savory goat cheese, we recommend Acacia. Or, for a more Mediterranean touch, we recommend Orange honey, characterized by citrus notes, Eucalyptus, slightly balsamic, or Thyme, with a characteristic scent of aromatic herbs.

INGREDIENTS

  • 1 piece of Greek Feta
  • 1 egg
  • bread crumbs
  • salt
  • seed oil for frying
  • Sesame seeds
  • Acacia, Orange, Eucalyptus or Thyme honey by Brezzo

Take the stick of Greek Feta, drain and wash it, and cut it into two equal parts lengthwise. Pass it in the egg and then in the breadcrumbs, do this twice for a double breading. At this point, fry everything until golden brown, drain with a towel and serve with a squeeze of lemon and a teaspoon of honey.

PURCHASE ACACIA, ORANGE OR BREZZO EUCALYPTUS HONEY

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Perché acquistare miele italiano?

Perché acquistare miele italiano?

Più sostenibile, più controllato e anche più buono.

Mai come in questo momento acquistare miele italiano è importante. Non solo come impegno di solidarietà nei confronti di un settore che è stato tartassato dalla concorrenza extraeuropea, ma come scelta di qualità nei confronti di un prodotto squisitamente italiano, che non ha paragoni in fatto di controlli, gusto e varietà.

Per approfondire l’argomento abbiamo intervistato Fabio Brezzo, titolare insieme al fratello Andrea e al papà Giuseppe.
Fabio, l’attuale emergenza sanitaria ha colpito l’apicoltura?
Fabio BrezzoCome tutte le imprese legate ai ritmi della natura, l’apicoltura non si è potuta fermare. Abbiamo così cominciato a raccogliere il miele di melo, tarassaco e ciliegio, ora sta cominciando la raccolta dell’acacia. Naturalmente, sono state prese tutte le misure di sicurezza necessarie, ma la posizione isolata delle arnie e la possibilità di lavorare autonomamente, non hanno creato problemi di assembramento.
Quali sono allora le sfide dell’apicoltura nazionale?
Diciamo che, negli ultimi anni, il mercato italiano è stato invaso da mieli provenienti da mercati europei ed extraeuropei. Un’operazione che ha danneggiato l’apicoltura nazionale a causa dei prezzi molto bassi di questi ultimi, presenti per la maggior parte nella grande distribuzione. Mai come quest’anno sarà importante acquistare miele italiano: non solo un gesto di solidarietà e di orgoglio per un settore tipicamente italiano, ma anche per una scelta consapevole di qualità.
Che differenze ci sono tra miele italiano e miele estero?
Innanzitutto in termini di genuinità e sicurezza. In Italia abbiamo normative rigide e controlli diffusi, che responsabilizzano tutta la filiera, dall’allevamento delle api al confezionamento del miele.
Ci puoi fare qualche esempio?
Da noi è vietato l’impiego di sulfamidici, antibiotici e di pesticidi. Questo non accade sempre fuori dai confini italiani, dove il controllo su queste sostanze è molto meno stringente. Sovente, in particolare presso la grande distribuzione, si trova in vendita miele che è il risultato di miscele di mieli di diverse origini, europee ed extraeuropei, in gran parte provenienti dalla Cina. Questa pratica, pur consentita dalla legge, fa perdere al prodotto finito la sua connotazione originaria e, a nostro avviso, confonde il consumatore. Il miele italiano, inoltre, subisce meno manipolazione, minor trasporto, meno sbalzi di temperatura prima di arrivare sulla tavola dei consumatori. Tutto questo aiuta a preservare la sua purezza e le sue preziose proprietà. Infine, il miele italiano per via della sua straordinaria ricchezza organolettica, è stato riconosciuto come qualitativamente superiore all’assaggio.

Fabio e Giuseppe Brezzo controllano i telaini da favo all’interno delle arnie

Ci sono anche stati stati casi di contraffazione?
Di fronte a prezzi esageratamente bassi, può addirittura capitare che il miele proveniente da diverse origini sia il risultato di contraffazione. Non si tratta quindi di “vero” miele ma di sciroppi artificiali di tipo zuccherino simili al miele ma che con il miele vero non hanno nulla a che vedere. Questa pratica illegale è stata peraltro oggetto di diverse inchieste giornalistiche e ha confermato un timore presente all’interno del nostro mondo. uestopQuesto
In che senso?
L’incredibile biodiversità del nostro paesaggio ci fornisce un numero infinitamente superiore di mieli monofloreali. Basti pensare che, nella sola provincia di Cuneo se ne producono almeno 13 varietà, contro le 3 o 4 dell’Ucraina, che è grande almeno 100 volte la Granda. Non solo: la stessa varietà di miele, in Italia, ha un gusto più profondo e articolato, perché può contare su di una straordinaria diversità di biotipi all’interno della stessa famiglia di piante. Tanto che gli appassionati sanno distinguere un miele italiano di acacia da uno prodotto in altri Paesi europei, per esempio.
Fabio e Giuseppe Brezzo al lavoro

Fabio e Giuseppe Brezzo

Brezzo ha controlli ancora più rigidi sul suo miele?
Tutto il miele che produciamo e che selezioniamo viene analizzato accuratamente e viene invasettato solo se rispetta i più restrittivi standard di qualità e sicurezza. Per preservarne la genuinità, inoltre, non viene sottoposto a pastorizzazione o stress termici di alcun tipo, garantendo il massimo della qualità. La nostra filosofia è che il miele è già “perfetto” quando nasce e il compito dell’apicoltore è quello di mantenerlo il più possibile nella sua purezza originaria.
Dunque, perché è importante acquistare miele italiano?
È più sostenibile, più garantito e… più buono. Nel particolare momento storico in cui ci troviamo, infine, è una scelta di responsabilità e solidarietà verso i tanti apicoltori già colpiti da una concorrenza “sleale”, che oggi vogliono ripartire e farlo attraverso un prodotto che non ha confronti.

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It is more sustainable, more controlled and tastier.

Never before has buying Italian honey been this important. It does not only represent an important commitment and a display of solidarity to a sector that has been up against extra-European competitors, but it is also a choice in favour of quality, embracing an authentic Italian product that cannot be compared in terms of quality control, flavour and variety.

To find out more, we have interviewed Fabio Brezzo, owner of Brezzo together with his brother Andrea and his father Giuseppe.
Fabio Brezzo

Fabio Brezzo

Fabio, has the current health emergency affected apiculture?
Like all businesses closely linked to the rhythms of nature, beekeeping has not stopped. We have started to collect apple, dandelion and cherry honey, and now the acacia harvest is starting. Of course, we have taken all the necessary safety precautions, but the isolated location of the hives themselves and the possibility of working autonomously have ensured that gathering of people would not be possible.
So what are the challenges for the national apiculture?
We can say that, in recent years, the Italian market has seen the arrival of honeys from European and non-European markets. This has greatly damaged Italian apiculture due to the very low prices of these products, mostly present in large retail stores. Never before has buying Italian honey been this important: it is not merely a gesture of solidarity and a show of pride for a typically Italian sector, but it is also a conscious choice in favour of quality.
What are the differences between Italian honey and foreign honey?
The first difference is regarding authenticity and safety. In Italy, there are strict regulations and widespread controls that encourages the whole supply chain to be responsible, from the breeding of the bees to the packaging of honey.
Can you give us some examples?
In Italy, we are prohibited from using sulphonamides, antibiotics and pesticides. This is not always the case outside Italian borders, where control on the use of these substances is much less stringent. Often, particularly at large retail stores, the honey sold is the result of a mixture of honeys with different origins, European and non-European, and these mostly come from China. This practice, although permitted by the law, causes the finished product to lose its original components and, in our opinion, this might confuse the consumer. Furthermore, Italian honey undergoes less handling, its transport does not take too long and it goes through lesser temperature variations before reaching the final consumer. All of this helps in preserving its purity and important properties. Lastly, due to its extraordinary organoleptic richness, Italian honey has been long recognized as being qualitatively superior in terms of flavour.
Have there also been cases of counterfeiting?
With exaggeratedly low prices, it is possible that honey coming from different places is a counterfeited product. Therefore, it is not “real” honey but a mix of sugar-like and artificial syrups similar to honey, but have nothing to do with the real product. This illegal practice has also been the covered by several journalistic investigations, which have confirmed a fear present within our industry. uestopQuesto
What do you mean?
The rich biodiversity of our environment provides us with an infinitely greater number of monofloral honeys. Consider that, in the province of Cuneo alone, at least 13 varieties of honey are produced, compared to the 3 or 4 made in Ukraine, which is at least 100 times the size of the Granda. Not only that: in Italy, the same variety of honey has a deeper and more complex flavour, because it can count on an exceptional diversity of biotypes within the same plant family. This means that, for example, honey enthusiasts can distinguish an Italian acacia honey from one produced in other European countries.
Fabio e Giuseppe Brezzo al lavoro

Fabio e Giuseppe Brezzo

Does Brezzo have even stricter controls on its honey?
All the honey that we produce and select is carefully analysed and can only be packaged if it passes the most restrictive quality and safety standards. Moreover, in order to preserve its authenticity, it does not undergo any kind of pasteurization or thermal stress, guaranteeing maximum quality. Our philosophy considers honey to be already “perfect” when it is made, and the beekeeper’s job is to maintain its original purity as much as possible.
So why is it important to buy Italian honey?
It is more sustainable, highly guaranteed and… tastier. In this particular historical moment in which we find ourselves, buying Italian honey means making a responsible choice and showing solidarity to the numerous beekeepers affected by an “unfair” competition: these are people who want to start again by making a product that has no equal.

 

Tre mieli, aspettando primavera

Tre mieli, aspettando primavera

Gelide giornate di sole e quasi afose settimane di cielo plumbeo. Questo inverno 2020 è stato caratterizzato da un clima anomalo, il più caldo degli ultimi 30 anni, che ha anticipato le fioriture di parecchie settimane.

Una buona notizia per le api, che hanno ripreso a bottinare, visto che sono già spuntati i primi fiori. Un po’ meno buona per noi: il cambio di stagione porta con sé i classici sbalzi di temperatura e, soprattutto, un tempo di adattamento fisiologico che si può manifestare in stanchezza, spossatezza e abbassamento delle difese immunitarie.

Nell’ottica dell’attenzione che Brezzo da sempre riserva ai propri consumatori, abbiamo selezionato tre mieli che, pur adattandosi bene al clima invernale, strizzano l’occhio all’imminente primavera.

Seguiteci!

MIELE DI EUCALIPTO

Dall’incredibile gusto di malto e caramella mou, il miele di eucalipto si distingue fra tutti gli altri per il suo particolarissimo profilo aromatico, caratterizzato da note di liquirizia. Questo miele viene raccolto soprattutto nell’Italia meridionale, da due distinte specie di pianta: l’Eucalyptus Camaldulensis, che fiorisce tra luglio e agosto, e l’Eucalyptus Occidentalis, con fioritura settembrina.

Il miele di Eucalipto è naturalmente ricco di antiossidanti e flavonoidi, estremamente utili nella prevenzione di fenomeni infiammatori. Tradizionalmente, è considerato un miele dal consumo stagionale, ovvero un coadiuvante per rinforzare le difese immunitarie contro il raffreddore. In abbinamento a qualche goccia di olio essenziale ottenuto dalla stessa pianta, sprigiona note fortemente balsamiche, che aiutano a liberare il naso e le vie respiratorie.

Abbinamento d’eccezione con questo miele sono le tisane dal gusto deciso, come quelle a base di zenzero e agrumi.

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ROOIBOS MANDARINO E ZENZERO

MELATA DI BOSCO

La melata di bosco è quel particolare tipo di miele che le api bottinano non dai fiori, ma dalle dolci secrezioni di alcuni piccoli insetti (afidi, cocciniglie, psille…) che si nutrono della linfa degli alberi, in particolare abeti, pini, querce, tigli e aceri.

Grazie al suo alto contenuto di sali minerali (potassio, manganese e magnesio), la melata di bosco è un alimento adatto agli sportivi e a tutti coloro che, con la bella stagione, vogliono rimettersi in forma. Il sapore “caramellato” e leggermente speziato rende la melata di bosco compagna ideale di una fetta di pane abbrustolito, ancora caldo, ed è ottima per dolcificare le tisane, in particolar modo quelle a base di the verde, salvia o camomilla.

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Miele Melata di BoscoE ABBINALA ALLE NOSTRE TISANE BIOLOGICHE

TISANA BIOREGOLA

THÉ VERDE

MIELE DI TIGLIO

Le api producono il miele di tiglio dall’omonima pianta diffusa in tutta Italia, specie nelle zone pedemontane. Brezzo ottiene questa varietà esclusivamente in Piemonte, nelle valli della provincia di Cuneo, dove il miele di tiglio raggiunge una qualità eccellente.

È un miele di colore giallo oro, dal gusto balsamico e con persistenti aromi mentolati, caratteristiche che lo rendono un alimento adatto a lenire il mal di gola. Proprio per questo Brezzo lo ha unito ad estratti di pino mugo, propoli e cannella per farne un integratore alimentare della linea Miele Natura, le cui proprietà sono riconosciute dal Ministero della Salute.

Con il suo gusto fresco, dolce e aromatico che ricorda le erbe di montagna, il miele di tiglio è perfetto per dolcificare le tisane a base di menta, malva e verbena.

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Miele di Tiglio

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MENTA E VERBENA

MALVA

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Cold sunny days and almost sultry weeks of grey skies. Winter 2020 has seen an unusual weather, the warmest of the last 30 years, which have hastened blooming by several weeks.

That’s good news for the bees, who started to work ever since the first flowers have already boomed. But a little less good for us: the change of season brings the usual variations in temperature and, also, a period of physical adaptation that can manifest in tiredness, exhaustion and weakening of the immune defences.

True to Brezzo‘s constant attention to its consumers, we present 3 honeys that are also great for the coming spring, though they are usually fit for the winter season.

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EUCALYPTUS HONEY

With the incredible taste of malt and toffee, eucalyptus honey stands out among the rest for its very particular aroma that has notes of liquorice. This honey is mainly collected in Southern Italy, from two distinct plant species: the Eucalyptus Camaldulensis, which blooms between July and August, and the Eucalyptus Occidentalis, which flowers in September.

Eucalyptus honey is naturally rich in antioxidants and flavonoids, very useful in preventing inflammations. Traditionally, it is considered as a honey for seasonal consumption, a help to strengthen the immune system against colds. Mixed with a few drops of essential oil from the same plant, it releases strong balsamic notes that help free the nose and the respiratory tract.

Excellent pairings with this honey are herbal teas with strong flavours, like ginger or citrus.

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ROOIBOS TANGERINE AND GINGER

LEMON AND GINGER IMONE E ZENZERO

WILD HONEYDEW

Honeydew is a particular type of honey that bees do not gather from flowers, but from the sweet liquids secreted by some small insects (aphids, mealy bugs, psyllidae …) that feed on the sap of the trees, in particular fir, pine, oak, linden and maple.

Thanks to its high content of mineral salts (potassium, manganese and magnesium), wild honeydew is a food suggested for athletes and those who want to get back in shape. Its “caramelized” and slightly spicy flavour makes wild honeydew an ideal pair to warm toasted bread, and it is also an excellent sweetener for herbal teas, particularly green tea, sage or chamomile.

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TISANA (TEA)  BIOREGOLA

 SAGE AND LEMON

GREEN TEA

LINDEN HONEY

Bees make linden honey from the plant of the same name that is common in Italy, especially in those areas located at the foot of the mountains. Brezzo makes this type of honey exclusively in Piedmont, in the valleys of the province of Cuneo, where linden honey is of excellent quality.

It has a golden yellow colour, with balsamic flavours and persistent mentholated aromas, characteristics that make it a food suitable to soothe sore throat. This is why Brezzo has decided to mix it with extracts of mountain pine, propolis and cinnamon to make a food supplement for the line “Miele Natura”, whose properties are acknowledged by the Ministry of Health.

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MINT AND VERBENA

MALLOW

Come si fa il miele?

Come si fa il miele?

Il miele è una delle esperienze gustative più autentiche che vi possano capitare: la natura ce lo regala così come verrà gustato. In questo post vi spieghiamo come Brezzo porta il miele dalle arnie alla tavola rispettando la sua “perfezione naturale”

Il miele è un alimento che nasce perfetto. Lungo tutto il suo ciclo produttivo, subisce poche o nulle manipolazioni, sia nella fase di produzione, affidata alle api, sia in quella di raccolta, filtrazione e invasettamento. Perché si possa gustare così «naturale», il miele richiede un profondo rispetto verso le sue produttrici, le api, e verso la materia prima, che deve essere accompagnata al consumo attraverso lavorazioni delicate e attente a non alterarne le caratteristiche organolettiche e il rapporto con il territorio, di cui si fa espressione.

IL FRUTTO DI UN DIFFICILE EQUILIBRIO La produzione di miele richiede la combinazione ideale di più fattori. Il clima, le api e i fiori devono interagire perfettamente tra di loro affinché sia possibile una buona raccolta. Non è infatti sufficiente che ci siano i fiori perché le api possano produrre miele, ma servono anche le giuste condizioni di temperatura e umidità che permettano ai fiori di rilasciare il loro nettare. E’ un equilibrio sottile e difficile da ottenere, soprattutto in questi ultimi anni dove purtroppo sono in corso evidenti cambiamenti climatici.

Come produciamo il nostro miele? Ve lo raccontiamo in pochi, semplici passaggi.

IL NETTARE DELLA NATURA

Il miele non esiste in natura, è il prodotto del faticoso lavoro delle api, il loro capolavoro. La sua materia prima è duplice:

  1. Il nettare – non il polline – dei fiori. Le api bottinatrici (ovvero le raccoglitrici) suggono la sostanza viscosa e zuccherina prodotta dagli organi ghiandolari dei fiori, e la trattengono all’interno del loro corpo.
  2. La melata. Sostanza zuccherinaprodotta dal metabolismo di afidi e altri piccoli insetti che si nutrono della linfa delle piante. Le api raccolgono la melata da rami e foglie dove viene depositata, in ambienti in cui è scarsa la produzione di nettare, come i boschi. La melata, sebbene diversa dal miele di nettare, è da considerarsi un miele a tutti gli effetti.
Le api bottinatrici di un’arnia possono trasportare fino a 5 kg di nettare al giorno, visitando oltre 200 mila fiori. Ogni ape può percorrere anche 40 km in un aggio di 3 km: per riempire la sua sacca melaria visita oltre 150 fiori

CI VUOLE STOMACO

Una volta raccolto il nettare o la melata, la prima trasformazione avviene all’interno dell’ape, nella sacca melaria, posta nell’addome. Il nettare si è mischiato alla saliva della bottinatrice arricchendosi di enzimi che hanno la proprietà di scindere il saccarosio in glucosio e fruttosio: il miele comincia a formarsi nello stomaco delle api! 

IL MIELE VENTILATO

Le bottinatrici depongono il nettare nelle famose celle esagonali dell’alveare, costruite in cera, che fungono da dispensa e vengono chiamate favi. Qui avviene un’operazione assai curiosa. Api ventilatrici sbattono le ali per asciugare e far maturare il miele, sottraendo acqua e permettendogli una conservazione prolungata. Ci vuole circa un mese perché il miele raggiunga il giusto grado di maturazione. A questo punto, le api operaie lo sigillano con un sottile strato di cera.

Il miele non ha bisogno di conservanti perché le api lo hanno già pensato come scorta di cibo a lunghissima conservazione! 

UN FURTO GENTILE

Compito dell’apicoltore è quello di perpetrare un … furto. Ma con delicatezza e attenzione. Al termine della fioritura va ad estrarre il miele, ma non lo prende tutto. “Ruba” soltanto la parte in eccedenza, quella contenuta nel melario (la parte superiore dell’alveare). Le scorte, contenute nel nido, non vengono mai intaccate perché servono alle api per il loro nutrimento. Con un apposito strumento il miele viene disopercolato, si toglie cioè il sottile strato di cera che sigilla le celle. Il miele è pronto a fluire.

GIRA LA SMIELATURA

A questo punto i favi disopercolati vengono posti in cilindri rotanti che, grazie alla sola forza centrifuga, estraggono il miele.

DECANTAZIONE, AL CONTRARIO

Il miele non ha bisogno di alcun intervento chimico o di tipo termico. Viene filtrato e convogliato in contenitori di acciaio dove riposa e si purifica tramite decantazione per affioramento. In superfice emergono le bolle d’aria createsi durante la smielatura e salgono tutte le impurità. Il miele, più pesante, si deposita sul fondo.

INVASETTAMENTO

Il miele ormai maturo e libero da tutte le impurità può essere avviato all’invasettamento. In tutto il processo la materia prima non viene mai alterata chimicamente, né termicamente, ma procede dall’arnia al contenitore finale attraverso soli processi meccanici e di filtrazione.

Per evitare di pompare il miele, i nostri decantatori sono posti al piano inferiore rispetto agli smielatori: un passaggio che evita manipolazioni e alterazioni, mantenendo una maggiore purezza

NIENTE INSEMINAZIONI NÉ PASTORIZZAZIONI

Non operiamo nessuna inseminazione del miele, ovvero non misceliamo miele di diversa natura per ottenere cristallizzazioni più uniformi. Questo snaturerebbe la genuinità del prodotto, slegandolo dalla sua componente territoriale. Il miele di Brezzo non subisce pastorizzazione. Non viene sottoposto cioè a temperature elevate al fine di renderlo più liquido al momento dell’invasettamento.

La pastorizzazione del miele facilita la lavorazione e rende il miele liquido, esteticamente fluido. Ma altera la sua genuinità: fa sì che la parte viva del miele (gli enzimi titolari degli effetti benefici del miele stesso) vengano distrutti.

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Honey is one of the most authentic taste experiences that exists: nature in its pure form, exactly how it should be savored. Here, we’ll explain how Brezzo brings honey to your table, respecting its natural perfection.

Honey is born perfect. During its production cycle, it undergoes very few manipulations (or none at all), from production by bees to harvest, filtering, and packaging. Honey deserves a deep respect in terms of its producers, the bees, and towards the product itself, which should be gathered and consumed with attention and care so as not to alter its natural characteristics and rapport with the territory that it expresses.

FRUIT OF A DIFFICULT BALANCE The production of honey requires the ideal combination of numerous factors. The climate, bees, and flowers must interact perfectly for a good harvest. It’s not sufficient that there are just flowers for bees to make honey, but there must also be the right temperature and humidity conditions that allow the flowers to produce nectar. The balance is delicate and difficult to obtain, especially in these past few years in which, unfortunately, climate change is disrupting the balance.

How do we produce our honey? We’ll tell you in a few simple steps.

NATURE’S NECTAR

Honey is the masterpiece of bees, and it has two primary ingredients:

  1. The nectar – not the pollen – of flowers. The forager bees ingest this viscous, sugary substance from the flower’s glandular organs.
  2. The honeydew. This sugary secretion is produced by small insects that feed on plant sap. Bees collect the honeydew from stems and leaves where it has been deposited in areas where nectar is scarce, like in forests.
Forager bees can transport up to 5 kg of nectar in one day, visiting over 200,000 flowers. Each bee can also travel 40 km in a 3 km range, visiting over 150 flowers to fill its pollen basket, or corbicula.

FROM THE FLOWER TO THE STOMACH

Once the nectar or honeydew is collected, the first transformation of the material happens within the bee in its stomach. The nectar mixes with the bee’s saliva, which enriches it with enzymes that turn sucrose into glucose and fructose. Honey begins its transformation in the stomach of bees!

DRYING THE HONEY

The foragers deposit the nectar in the hexagonal wax cells of their hive, which serve as storage areas and together form the honeycomb. Here, a very interesting process takes place. The bees flap their wings to dry out the honey, evaporating water and allowing for longer conservation. This process takes about a month until the honey reaches the right degree of water content. At this point, the worker bees seal it in the wax cells, called “capping.”

Honey doesn’t need conservatives because the bees already treat it as a long-term food supply!

A CAREFUL BURGLARY

The apiculturist’s work is to pull off, essentially, a burglary. But this is done with gentleness and great care, and not all the honey is extracted. Only the excess honey is “stolen,” that which is contained in the supers (the upper section of the hive). The stored honey in the hive is never touched, because it provides nutrients and replenishment for the bees. Using a special tool, the cells are uncapped and the honey can be extracted.

ROUND AND ROUND

At this point, the extracted hive is put in a rotating cylinder that extracts the honey via centrifuge.

THE OPPOSITE OF DECANTING

Honey has no need of chemicals or temperature interventions. It is filtered and gathered in stainless steel containers where it rests and purifies via a type of decantation. Air bubbles that were created during the centrifuge rise to the surface, with all impurities. The pure honey is heavier, and so remains on the bottom.

JARRING

The honey, free of impurities, can now be jarred. During the entire production process, the honey is never altered chemically or thermally, but goes from the hive to the jar using only mechanical means.

To avoid pumping the honey, our decanters are located one level lower than the extractors, avoiding manipulations and alterations to maintain purity.

NO ADDITIONS OR PASTEURIZATION

We add no additional honey to the original, which some do to obtain uniform crystallization. This would spoil the genuineness of the product and disconnect it from its territory. Brezzo honey is also not pasteurized. It is never subjected to high temperatures to liquify it to help with jarring.

Pasteurization makes the honey more fluid and thus easier to jar, but it alters its authenticity, destroying the living components of the honey (the enzymes, which carry beneficial properties).