da Brezzo | Dic 19, 2018 | Blog, Idee Alimentari di Qualità
Il Natale è arrivato. I piatti tipici sono protagonisti della tavola, ma tutti sono alla ricerca di un particolare che trasformi la tradizione con un tocco di novità, impreziosendo l’esperienza dello stare a tavola.
Seguiteci, dagli antipasti al dolce abbiamo alcune gustose idee per i banchetti delle feste!
INIZIARE CON GUSTO
Non è Natale se non si comincia da un parterre di succulenti antipasti. Tra i moltissimi, spiccano l’insalata russa, il purè con lo zampone, le lenticchie (provate quelle IGP di Castelluccio, croccanti e saporite), i crostini con formaggi freschi, le insalate con aggiunta di agrumi o frutta fresca. Alcuni preferiscono il salmone spruzzato con un limone, o il classico cocktail di gamberi.
IL NOSTRO SUGGERIMENTO
Brezzo, nel corso degli anni, ha creato ricette esclusive per gli antipasti (pomodorini al forno, cipolline, peperoni con tonno, carciofini…). Il nostro suggerimento è però di accompagnare le ricette classiche con una degustazione di paté. Potete sbizzarrirvi creando un centrotavola di crostini accanto ai quali presentare i gusti più sfiziosi: Paté di anatra tartufato, Paté di olive verdi o nere, Paté di tonno, Paté di Tonno con arance o pistacchi (ricette perfette per stupire). Tutti i paté Brezzo sono appetitosi, stuzzicanti, ideali da spalmare sul pane o crostini. Sono preparati seguendo ricette innovative con materie prime accuratamente selezionate e di altissima qualità.
VINO IN ABBINAMENTO
Il vino perfetto per un aperitivo saporito è senza dubbio l’Arneis Docg, proposto dalla nostra Enoteca. Vitigno autoctono del Roero, l’Arneis accompagna qualsiasi aperitivo grazie alla sua fresca sapidità.
TRIONFO DI PRIMI
La tradizione di Natale propone primi di eccezionale bontà. La pasta all’uovo la fa da padrone, sia secca (tagliatelle e tagliolini sono presenti praticamente ovunque) che fresca: agnolotti, ravioli, lasagne. Al Nord qualcuno prepara gli gnocchi, mentre al Sud abbonda la pasta di grano duro in diversi formati.
IL NOSTRO SUGGERIMENTO
Il nostro consiglio è di scegliere un prodotto di qualità, come la Pasta all’uovo e di Grano Duro selezionata da Brezzo: farine di primissima scelta, lavorazioni artigianali, capacità di tenere la cottura in modo eccellente. Se la base di partenza è buona, completarla con un sugo è un gioco da ragazzi. A Natale scegliete un condimento prezioso: come la Fonduta con Tartufo, il Ragù di Cervo o di Cinghiale, la Salsa alle Noci, o il Sugo ai Funghi Porcini. Novità è il Pesto di Pistacchio, ottenuto con pistacchi italiani: trionfo di sapori che, con l’aggiunta di pomodorini o anche solo prezzemolo, trasforma qualsiasi pastasciutta in un primo raffinato.
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SECONDI DI PASSIONE
La tavola di Natale abbonda di secondi di carne. Nel Nord è un tripudio di bolliti misti, arrosti con patate, brasati, cotechini con polenta, trippa con sugo e cappone, capretto al forno o capriolo. Più a Sud si prediligono verdure e pesce, baccalà lesso, anguilla fritta, fritture di pesce e sarde.
IL NOSTRO SUGGERIMENTO
Si arriva ai secondi con la fame che sembra ormai spenta. È allora necessario ravvivare l’appetito completando le carni o il pesce con le giuste salse, stuzzicanti, fresche e non pesanti. Brezzo ha studiato una gamma completa di salse che fanno al caso vostro: salsa al Pepe Verde, Senape e Salsa Tartara per carni alla griglia o bollito. Salsa Aurora e Maionese, delicatissime e cremose, per accompagnare il pesce. Niente ci vieta di provare gusti più decisi: come la Salsa rossa piccante, la Salsa verde e la Cögnà (mostarda d’uva), ricette tipiche piemontesi che ormai sono dei must imprescindibili per accompagnare il bollito.
UN MOMENTO PRIMA DEI DOLCI
Natale è il regno dei dessert. Ma non è da sottovalutare il momento che li precede, quello in cui la bocca chiede di essere “viziata”: è la portata dei formaggi, che in quest’occasione va curata con attenzione. Senza esagerare con le quantità, ma accompagnando diversi tipi di formaggio con un abbinamento dolce, che possa richiamare il gran finale di panettoni e Moscato d’Asti.
IL NOSTRO SUGGERIMENTO
Per un tagliere di formaggi che lascia a bocca aperta (e poi chiusa) i vostri commensali, Brezzo propone le Confetture per formaggi e le Mostarde. Prodotti artigianali dai sapori inconfondibili, capaci di abbinarsi, con la loro dolcezza mai stucchevole, a prodotti freschi o stagionati. Provate la Mostarda di mandarancio con il Parmigiano, il Ragusano o un Pecorino stagionato; la Mostarda di Fichi con una toma fresca; la Confettura di Pomodori verdi e fichi è perfetta con gli erborinati; quella di Mele e noci con tutti i formaggi a pasta grassa; mentre la Confettura di Pere e Zenzero dà il suo meglio con il Raschera, il Bra Duro e il Castelmagno.
ANCORA UN VIZIO
Se preferite terminate il pranzo delle feste con la frutta, vi consigliamo le nostre Sciroppate. Frutta freschissima proveniente dalle soleggiate colline del Roero (Castagne, Albicocche, Pesche, Ciliegie, Pere…) o piccoli frutti colti alle pendici delle montagne piemontesi (mirtilli, frutti di bosco, lamponi…). Accuratamente selezionata, la frutta viene immersa in sciroppi dal gusto unico, come le Pere Madernassa al Nebbiolo; le Albicocche, le Pesche o le Prugne al Moscato; e le Albicocche al mirto. Piccole delizie per un gran fine pasto!
Se preferite terminare il pranzo delle feste con un prodotto corroborante e digestivo, provate le Grappolose, frutta immersa in liquore con grappa: un piacere dal carattere deciso, ma dalla gradazione alcolica contenuta, ideali per accompagnare con eleganza e gusto i dessert.
da Brezzo | Mag 28, 2018 | Blog, Cultura, Idee Alimentari di Qualità
Forse meno conosciuto delle Langhe, il Roero è una terra ricca di contrasti e sfumature, culla non solo di una fiorente viticoltura, ma di produzioni agroalimentari d’eccellenza che sono alla base dei prodotti Brezzo
Osservando il percorso del Tanaro su di una mappa scoprirete una cosa curiosa. Se a Sud le curve delle Langhe si innalzano fino a diventare Appennino Ligure, a Nord, sulla direttrice che idealmente collega Bra, Alba e San Damiano d’Asti la pianura scavata dal fiume crea un altro sistema collinare che, altimetricamente più basso, si spegne nella pianura di Torino, verso Ceresole. Questa zona, che si distende sul confine nordorientale della provincia di Cuneo, è il Roero.
Caratterizzato da colline verdissime e frastagliate, il Roero è assai più vario delle vicine Langhe: orti, boschi di latifoglie e castagneti, frutteti, piccoli laghi e, soprattutto, le Rocche, imponenti calanchi che, d’improvviso, rompono il paesaggio creando bastioni di roccia e canyon profondi anche centinaia di metri, immediatamente evidenti perché espongono il ventre della collina: il giallo delle arenarie che qui caratterizzano i suoli del Roero.
Già, perché il Roero, originatosi circa 11 milioni di anni fa era una zona costiera, una sorta di immensa costa con fondali bassi e sabbiosi che si affacciava sul mare Padano. Ancora oggi, basta scavare un poco il terreno per ritrovare fossili e conchiglie depositatesi ere geologiche fa. In sintesi, i suoli del Roero differiscono da quelli di Langa per un’età globalmente più giovane e per una considerevole presenza di sabbie fini e calcaree, peculiarità che ha permesso al Roero di differenziare le colture: non solo vigneti, ma orticoltura e frutticoltura d’eccellenza.
Terra di grandi vini
Inutile negarlo, il Roero è terra di vini. Su tutti spiccano il Roero Docg e il Roero Arneis Docg. Il primo è un rosso ottenuto da uve nebbiolo: di buon corpo, strutturato e longevo, conserva profumi e sapidità tipici dei suoli sabbiosi e calcarei. Il Roero Arneis è invece uno dei più importanti bianchi del Piemonte. Ottenuto in purezza da uve arneis (il cui nome deriverebbe dalla località Renesio ubicata vicino a Canale d’Alba), l’Arneis regala freschezza e note elegantemente fruttate, di fiori bianchi e erbacee. In bocca fresco e asciutto, con il tipico finale amarognolo che lo rende inconfondibile. Sulle colline del Roero si producono anche Favorita, Barbera e alcuni vini da vitigni internazionali ormai “tradizionali” come lo Chardonnay e il Sauvignon. Non molti sanno, infine, che nel Roero si può produrre anche il Moscato d’Asti: Santa Vittoria d’Alba è l’unico comune della zona in cui è concessa la produzione perché un tempo sede della famosa ditta Cinzano, che utilizzava le uve di Moscato come base del Vermouth.
Una straordinaria orticoltura e frutticoltura
Per capire la ricchezza orticola del Roero basterebbe fare un giro al Mercato Ortofrutticolo del Roero: oltre 400 contadini che espongono il meglio delle produzioni locali. Tra gli ortaggi e la frutta prodotti in zona, per fare qualche esempio, spiccano le pesche del Roero, le albicocche, le pere Madernassa, le mele renette, i peperoni, gli asparagi, i porri, le fragole (celebrate a Sommariva Perno da una sagra dedicata), le castagne del Roero e le nocciole Piemonte IGP.
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Le pesche che salvarono il Roero
Prodotto tipico delle zone intorno a Canale d’Alba e Monteu Roero, la coltivazione della pesca avviene ancora secondo la tradizione, su terreni anche scoscesi, bene esposti, dove non è possibile ricorrere all’irrigazione. Le pesche si diffusero nel Roero per sostituire i filari colpiti da fillossera alla fine del XX secolo con notevole fortuna commerciale. Dal punto di vista varietale prevalgono le cultivar con buccia pelosa e a polpa gialla. In tutto il Roero si sta assistendo ad un imponente sforzo di recupero e valorizzazione di antiche varietà un tempo coltivate in questa zona.
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La pera Madernassa
Vanto del Roero, la pera Madernassa è protetta e valorizzata dall’omonimo Consorzio. Leggenda vuole che la pianta madre nacque da un seme caduto per caso in un appezzamento della cascina Gavello della Borgata Madernassa su di una collina posta tra i paesi di Guarene e di Castagnito. Da lì si diffuse per le sue caratteristiche: un frutto croccante e asprigno, con note agrumate, perfetto da cuocere e da utilizzare in ricette raffinate.
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La Nocciola Piemonte IGP
Sicuramente la più pregiata nocciola al mondo grazie al sapore delicato e persistente, per consistenza e duttilità di impiego nelle produzioni di pasticceria. È lei la «Regina Nocciola» diffusa nelle Langhe e nel Roero: sulla sua raccolta si basa gran parte dell’economia agricola della zona, subito dopo la viticoltura.
Il Tartufo Bianco d’Alba
Ebbene sì. I Boschi del Roero sono un grande bacino di raccolta del pregiatissimo Tartufo Bianco d’Alba, la cui raccolta comincia il 21 settembre per terminare il 31 gennaio. Il Re dei Funghi ama comparire sotto i noccioli, i tigli, le roveri e le roverelle, le querce e i pioppi: varietà che abbondano nelle zone selvagge del Roero e vicino alle Rocche, dove umidità e fonti d’acqua contribuiscono a far sviluppare il pregiatissimo Tuber magnatm Pico.
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Il Miele
L’apicoltura del Roero è una tradizione consolidata. Nel 2003 è stata inaugurata la Strada del miele del Roero, un “corridoio paesaggistico-culturale” di circa 38 Km che parte da Bra e giunge a Cisterna d’Asti, passando per Ceresole d’Alba e Monteu Roero. Sulla strada e i sentieri connessi sono ancora ben visibili le tracce antiche e moderne del patrimonio apistico e della cultura materiale che fanno del Roero una dolcissima “terra del miele”. Nel Roero si producono soprattutto mieli di tarassaco, castagno, ciliegio, acacia, millefiori e melata di bosco.
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Perhaps less well-known than the Langhe, Roero is a land rich in contrasts and nuances, the cradle of not just a flourishing winegrowing industry, but also farming of high quality fresh produce that is at the basis of Brezzo products.
Observing the course of the Tanaro river on a map, you will discover a curious fact. While to the south the hills of the Langhe rise to become the Ligurian Apennines, to the north, on the trajectory that connects Bra, Alba and San Damiano d’Asti, the plain created by the river forms another system of hills, lower in height, which comes down to the Turin plain towards Ceresole. This area, which extends to the north-eastern border of Cuneo province, is Roero.
Characterized by green, rugged hills, Roero is much more varied that the nearby Langhe. Vegetable farms, woods of deciduous trees and chestnut groves, fruit orchards, small lakes and above all the Rocche, imposing calanques that suddenly break up the landscape, creating rocky pinnacles and ravines up to hundreds of metres deep that expose the innards of the hill – the yellow of the sandstone that characterizes the soil of Roero.
Roero, which originated around 11 million years ago, was once a coastal area, a sort of immense coast with sandy shallows along the Po Sea. Even today, you just have to dig a little way down into the earth to find fossils and shells deposited geological eras ago. In short, the soils of Roero differ from those of the Langhe as being globally younger and with a considerable presence of fine, calcareous sand, a feature that has allowed Roero to diversify its crops – not just vineyards, but high quality fruit and vegetable farming. .
Land of great wines
It’s no use denying it, Roero is a land of wines. Standing out above all are Roero DOCG and Roero Arneis DOCG. The former is a red obtained from Nebbiolo grapes; full bodied, well-structured and long lived, it retains the scents and sapidity typical of its sandy, chalky soil. Roero Arneis, on the other hand, is one of Piedmont’s most important white wines. A single-varietal made with Arneis grapes (the name comes from the Renesio hill near Canale d’Alba), Arneis offers freshness and elegantly fruity, white flower and grassy notes. Fresh and dry in the mouth, it has a typical slightly bitter finish that makes it unmistakeable. Also produced on the Roero hills are Favorita, Barbera and a number of wines from by now “traditional” international varieties such as Chardonnay and Sauvignon. Finally, not many know that Moscato d’Asti can also be produced in Roero. Santa Vittoria d’Alba is the only municipality in the area where its production is allowed as it was once the site of the famous Cinzano company, which used Muscat grapes as a basis for Vermouth
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Extraordinary vegetable and fruit farming
To understand the diversity and abundance of Roero’s horticulture, you just have to stroll around the Roero Fruit and Vegetable Market where more than 400 farmers display the best of local produce. Of particular note among the fruit and vegetables grown in the area, for example, are Roero peaches, apricots, Madernassa pears, rennet apples, bell peppers, asparagus, leeks, strawberries (celebrated at Sommariva Perno with a dedicated food fest), Roero chestnuts and Piedmont IGP hazelnuts.
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The peaches that saved Roero
A typical product of the area around Canale d’Alba and Monteu Roero, peaches are still grown in the traditional way on steep well-exposed slopes where irrigation is not possible. Cultivation of peaches spread throughout Roero to replace the vines stricken by phylloxera in the late 19th, century, with considerable commercial success. The most widely-grown varieties are the fuzzy skinned, yellow fleshed cultivars. All over Roero great efforts are being made to revive and promote old varieties once grown in this area.
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The Madernassa pear
The pride of Roero, the Madernassa pear is protected and promoted by a Consortium of the same name. According to legend, the mother tree came from as seed that had fallen by chance on a plot of the Gavello farm in Borgata Madernassa on a hill situated between Guarene and Castagnito. As its qualities became known, it spread throughout the area. Crisp, with a slightly tannic flavour and citrus notes, it is an excellent cooking pear for use in delicious dishes.
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The Piedmont IGP Hazelnut
Without doubt the world’s most prized hazelnut due to its delicate, persistent flavour, consistency and myriad uses in confectionery products. The “Queen of Hazelnuts” is found throughout the Langhe and Roero, and the crop accounts for a large part of the area’s agricultural economy, second only to winegrowing.
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White Alba Truffle
Oh yes, the woods of Roero are a great catchment area for the highly-prized White Alba Truffle, which is gathered starting on 21 September until 31 January. The king of mushrooms prefers the ground under hazel trees, lime trees, oaks, durmasts and poplars, all species that are abundant in the untamed areas of Roero and around the Rocche, where dampness and springs contribute to development of the sought-after Tuber magnatm Pico.
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IHoney
Beekeeping is a well-established tradition in Roero. In 2003 the Roero Honey Road was established, an approximately 38k long “scenic-cultural corridor” that begins in Bra, passes through Ceresole d’Alba and Monteu Roero and ends in Cisterna d’Asti. Clearly visible along the road and intersecting trails are ancient and modern signs of the beekeeping culture that makes Roero a sweet “land of honey”. In Roero we produce above all dandelion, chestnut, cherry, acacia, wildflower and honeydew honeys.
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da Brezzo | Feb 16, 2018 | Blog, Idee Alimentari di Qualità
Per rispondere a questa domanda abbiamo intervistato Fabio Brezzo, che ci ha raccontato il paziente, minuzioso e appassionato lavoro che sta dietro la creazione di un’idea alimentare di qualità Brezzo.
Fabio, ad aprile presenterete il nuovo catalogo. È vero che utilizzate i mesi invernali come fucina di sperimentazione per nuovi prodotti?
Non ci fermiamo mai. I mesi invernali, dopo le consegne natalizie, sono il periodo perfetto per dedicarsi all’innovazione e alla creazione delle idee alimentari di qualità che andranno ad implementare la gamma del nostro catalogo. Un tempo contadini e apicoltori vivevano il periodo invernale come una sorta di riposo forzato. Oggi noi mettiamo questo tempo a servizio della creatività.
Qual è il punto di partenza per la creazione di un’idea alimentare?
L’amore per i propri prodotti, la passione verso il proprio lavoro e, soprattutto, la curiosità. Brezzo è una realtà in continuo movimento. Durante tutto l’anno assaggiamo prodotti, facciamo ricerche, annotiamo osservazioni e scopriamo prodotti di nicchia, sconosciuti al grande pubblico. Molte volte partiamo dal miele, che è il nostro core business. Cerchiamo abbinamenti interessanti, nuove forme di consumo, varietà rare e pregiate.
Ci puoi fare un esempio?
La nostra Delizia di Miele e Zafferano della linea Zafferano “Oro Rosso” nasce dall’incontro di due prodotti d’eccellenza. Volevamo proporre il nostro finissimo miele d’Acacia in una versione nuova ed inedita. Abbiamo perciò pensato ad un’altra eccellenza italiana, lo zafferano di Sardegna prodotto e raccolto in quantità limitate nel Sud dell’isola, secondo antiche tradizioni. Da questa intuizione è nato un prodotto dal gusto inconfondibile, intenso e sorprendente, capace di stupire il più esigente dei gourmet e di abbinarsi a tutti i tipi di formaggio.
Dove avvengono le prime prove dei nuovi prodotti?
Siamo un’azienda orgogliosamente familiare e il nostro primo laboratorio è la cucina di casa. Assaggiamo, valutiamo, proviamo nuovi accostamenti, sempre nel rispetto della tradizione. Solo se un prodotto ci soddisfa pienamente tra le mura domestiche lo riproduciamo nel laboratorio aziendale, aggiungendo quelle attenzioni alla replicabilità e alla sicurezza secondo le norme vigenti.
Vi appoggiate a enti certificatori esterni?
Certamente. Prima dell’immissione sul mercato, tutti i prodotti vengono certificati da un laboratorio esterno che ne attesta la qualità. I nostri prodotti biologici sono garantiti da Bioagricert, ad esempio, uno dei più severi certificatori italiani, che effettua controlli periodici su tutta la filiera, dal campo alla tavola.
È vero che lavorate in stretto contatto con i Brezzo Partner e gli agenti?
Condivisione è la parola chiave durante il processo di creazione di un’idea alimentare di qualità. Dopo le prove, coinvolgiamo i nostri agenti, i Brezzo Partners e i collaboratori di fiducia perché ci diano il loro parere. Ci confrontiamo serenamente anche su formati, trend di mercato e abitudini reali dei consumatori: solo così possiamo formulare prodotti buoni, intelligenti, dal giusto prezzo.
Quali principi qualitativi guidano la realizzazione di un’idea alimentare Brezzo?
L’eccellenza delle materie prime che utilizziamo, il loro pregio e la rarità, ci impongono lavorazioni rispettose, che valorizzino il gusto unico e territoriale delle stesse. Utilizziamo cotture lente, delicate e a basse temperature. Il miele, ad esempio, non viene pastorizzato, al fine di preservare tutte le sue caratteristiche organolettiche e le peculiarità date dalle varietà di fiori da cui le api ottengono il nettare. Coerentemente con queste scelte, abbiamo deciso di valorizzare la tipicità non utilizzando conservanti, edulcoranti, esaltatori di sapidità o sofisticazioni di alcun genere. Il nostro è un lavoro artigianale, testimone di tradizioni e tipicità che non vogliamo perdere.[:en]
To answer this question, we talked to Fabio Brezzo, who told us about the patient, painstaking, dedicated work that goes into the creation of a Brezzo quality food concept.
Fabio, you’ll be presenting a new catalogue in April. Is it true that you experiment with ideas for new products during the winter?
We never stop working. After our Christmas deliveries, we spend the winter months focusing on innovation and creation of ideas for quality foods to add to the range in our catalogue. At one time, farmers and beekeepers used to rest in winter, whether they wanted to or not; but now we take advantage of this time for creative work.
What is the starting point for a new food idea?
Our love of our products, our passion for our work and, above all, our curiosity. Brezzo never stops working, year-round. We sample products, conduct research, take notes and discover niche products unknown to the general public all year round. We often start with honey, our core business; we look for interesting combinations, new forms of consumption, rare and precious varieties.
Can you give us an example?
Our Delizia di Miele e Zafferano from our Zafferano “Oro Rosso” saffron line brings together two outstanding products. We wanted to offer a new and different version of our fine Acacia honey, and we came up with the idea of combining it with another truly outstanding Italian product, Sardinian saffron, grown and harvested in limited quantities in the south of the island according to an ancient tradition. This intuition led to a product with a unique, intense, surprising flavour that will surprise even the most demanding gourmets, delicious with cheeses of all kinds.
Where are new products first tried?
We are proud to be a family-run company, and our first laboratory is our home kitchen. We taste, evaluate, and try new combinations, always with respect for tradition. Only if a product fully satisfies us in the home will we make it in our company’s workshop, adding the measures necessary to ensure replicability and food safety in accordance with the legislation.
Do you rely on external certifying bodies?
Of course. Before our products are released on the market, they are always certified by an external testing laboratory to attest to their quality. Our organic products are guaranteed by Bioagricert, for example, one of Italy’s strictest certifying bodies, which conducts periodic inspections of all stages in the production process, from the farm to the table.
Is it true that you work in close contact with Brezzo Partners and agents?
Sharing is the key to the process of creation of a quality food concept. After trying it, we involve our agents, Brezzo Partners and trusted assistants, asking for their opinion. We compare notes on formats, market trends and consumers’ real habits, so as to come up with products that are good, intelligent, and priced right.
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What are the principles of quality behind the creation of a Brezzo food concept?
The excellence of the ingredients we use, their value and rarity, demand that we treat them with respect, making the most of their unique flavour and local character. We cook them slowly, gently, at a low temperature. Honey is not pasteurised, to ensure that all its sensory qualities are preserved, along with the peculiarities of the variety of flower from which the bees obtained the nectar. Consistently with this policy, we underline the specific qualities of food products by preparing them without any preservatives, sweeteners, flavour enhancers or other forms of alteration. Our craftsmanship preserves and testifies to the traditions and local character of the ingredients we use.
da Brezzo | Nov 21, 2017 | Blog, Idee Alimentari di Qualità
Dopo aver visto come miele e formaggi possano sposarsi per corrispondenza o contrasto, con questo post vogliamo provare a proporre alcuni abbinamenti tra miele, tisane e thè.
Cominciamo da una doverosa premessa. La scienza degli abbinamenti tra miele e infusi è ancora tutta da sviluppare. Esiste poca letteratura in merito e, in generale, si tende a sottovalutare l’apporto aromatico del dolcificante a favore dell’analisi sensoriale data dagli ingredienti della tisana o dalla varietà del thè. Tuttavia, il miele, specie quello monoflorale, possiede caratteristiche distintive e uniche, che lo elevano dal suo semplice “apporto di dolcezza” per renderlo, a tutti gli effetti, un coprotagonista di rispetto.
Naturalmente, tisane e thè avranno la precedenza, in quanto è a partire dalle loro caratteristiche che si sceglierà il miele, componente che, in ogni caso, non dovrà mai sovrastare o coprire profumi e aromi sprigionati dall’infusione.
LIQUIRIZIA E FINOCCHIO
Prendiamo la tisana biologica Brezzo alla liquirizia e finocchio. Si tratta di un infuso corroborante dalle note tipiche dei due ingredienti principali. La liquirizia spicca per le sue note erbacee e quasi piccanti. Perché allora non sottolinearle con qualcosa di balsamico, che esalti le caratteristiche già presenti nell’infuso? Il nostro consiglio è di utilizzare Miele di Eucalipto che, intenso e aromatico, ricorda proprio la liquirizia. Il finocchio infine, profumato e delicato, contribuirà a smorzare e rendere piacevole questo vigoroso connubio.
TIGLIO E ARANCIO
Passiamo alla tisana biologica Brezzo Tiglio e Arancio. Le proprietà rilassanti del tiglio sono state associate alla gradevolezza dell’arancio per ottenere una tisana funzionale e dissetante. Dobbiamo perciò scegliere un miele delicato, che non copra le peculiarità del tiglio e soprattutto, conservi la freschezza della tisana. Consigliamo un miele di ciliegio. Finissimo e leggero, dal piacevole gusto di mandorla, questo miele saprà conservare la piacevolezza dell’infuso.
LIMONE E ZENZERO
Meravigliosamente rinfrescante e corroborante, la tisana biologica Brezzo al limone e zenzero può essere bevuta anche fredda. Consigliamo un miele di Limone o di Arancio, che sottolinea le note agrumate e fa risaltare il gusto leggermente piccante dello zenzero, rendendolo ancora più tonificante.
TISANA DIGESTIVA
La tisana biologica digestiva Brezzo è ottenuta da un mix di erbe, tra le quali la Melissa, la Santoreggia Montana, la Lavanda, il Basilico, la Camomilla Romana e la Verbena Officinalis. Si tratta di erbe dalle proprietà diuretiche e digestive, delicate e profumate, provenienti da campi pedemontani. Quale abbinamento migliore del nostro Miele di Montagna della Valle Maira? Un miele pregiatissimo ottenuto da api portate a bottinare oltre i 1500 metri. Il suo profumo di erbe montane completa quello della tisana e le dona un carattere unico, legato ai profumi e alle fragranze delle nostre incontaminate valli.
Questi sono solo alcuni dei suggerimenti che vogliamo fornirvi. Scoprite la linea delle tisane biologiche Brezzo e divertitevi a creare i vostri abbinamenti preferiti!
Let’s begin with what we know, which in a scientific context is not a lot. The science behind pairing honey and infusions is still to be developed. There is only a little literature of merit on the subject, and in general, it tends to underestimate the aromatic contribution of the natural sweetener to the sensory analysis of the herbal ingredients or the variety of tea. However, honey, especially those made from a single flower, possesses distinctive and unique characteristics that that elevate it from its simple “sweetness” to make it a co-protagonist in flavour.
Naturally, tisanes and teas take precedence as it is from their characteristics that the correct honey is chosen for pairing, which should never overpower the scents and tastes of the infusions.
Let’s begin.
LIQUORICE AND FENNEL
Start with Brezzo’s organic Liquorice and Fennel tisane, which is an infusion that highlights the top notes of both ingredients. The spicy liquorice for its herbal notes and its slight heat, fennel for its sweet anise notes. So then why not use a balsam note to exalt the already present characteristics in the infusion? Our advice is to use the Eucalyptus Honey, which both intense and aromatic, matches well the liquorice flavours. Finally, fragrant and delicate fennel will help soften and make this vigorous blend enjoyable.
LIME AND ORANGE
Moving to Brezzo’s organic Lime and Orange tisane, the relaxing properties of the lime have been paired with the enjoyability of orange for a refreshing, yet functional, infusion. Therefore we need to choose a delicate honey that does not cover the peculiarities of the lime and above all, conserves the freshness of the tea. We recommend a cherry blossom honey. Fine and light with an enjoyable flavour of almonds, this honey knows how to conserve the pleasantness of the infusion.
LEMON AND GINGER
Wonderfully refreshing and invigorating, the organic lemon and ginger tisane from Brezzo can even be enjoyed cold. We advise a honey of lemon or orange, which highlights the citrus notes and makes the lightly spicy taste of the ginger stand out.
DIGESTIVE TISANE
Brezzo’s organic digestive tisane is made from a mix of herbs, including lemon balm, mountain savory, lavender, basil, Roman chamomile, and common verbena. These are all herbs with diuretic and digestive properties, delicate and aromatic, that come from the fields in the foothills. What other than to match it with our Mountain Honey from the Maira Valley? A precious honey obtained from bees who collect from blooms over 1500 metres. The honey’s mountain herbal scents completes those of the tisane and lends it a unique characteristic, bound to the scents and fragrances of our unspoilt valleys.
These are just some of our suggestions we wanted to share. Discover Brezzo’s line of organic tisanes and have fun creating your own favourite pairings!
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da Brezzo | Giu 8, 2017 | Blog, Idee Alimentari di Qualità
Marmellata, composta o confettura? Questo è il problema. Vi siete mai chiesti quali sono le differenze mentre scegliete il vostro vasetto preferito? In questo post cerchiamo fare chiarezza, seguiteci!
POUR MARIE MALADE, LA MARMELLATA
Leggenda vuole che Maria de Medici, andata in sposa al francese Enrico IV, fu colpita da una grave carenza di vitamine. La corte si mobilitò in suo soccorso ordinando che i migliori agrumi di Sicilia giungessero alla sua tavola. Già, ma come conservarli durante un viaggio che poteva durare settimane? I cuochi italiani trovarono un sistema. Recuperando antiche tradizioni greche, che addensavano gli zuccheri della frutta bollendola e aggiungendo miele (conservante naturale per eccellenza – vedi il nostro post COME SI FA IL MIELE?), preparano dolcissime marmellate di agrumi che chiudevano in casse contrassegnate con la frase «pour Maire malade», per Maria ammalata. Il termine, entrato nell’uso volgare si contrasse in «marimalade», da cui «marmelade».
IL MELE DI MIELE
La vera etimologia di marmellata deriverebbe dal portoghese marmelo, originatosi dal latino melimelium sul calco greco μελίμηλον («melimelon», ovvero «mela di miele»). Con questo si indicava una dolcissima mela, ovvero la mela cotogna che, come si legge nei ricettari antichi, veniva fatta bollire per ottenere salse dal gusto inebriante e stucchevole. In realtà non si aggiungeva miele, perché, con la cottura, la mela cotogna trasforma la sua polpa dura e immangiabile in una salsa dolcissima, con spiccati profumi di miele.
Solo agrumi
Questa finta e divertente etimologia, svela in realtà la natura della marmellata: un concentrato semisolido di agrumi e zucchero. La normativa, come previsto dal decreto attuativo del 2004, ha stabilito che solo ed esclusivamente gli agrumi possono essere ridotti a marmellata, quindi occhio a come utilizzate il termine! Le marmellate, molto apprezzate nei paesi anglosassoni, si preparano con agrumi tagliati a pezzetti e cotti a lungo nello zucchero, fino a raggiungere una consistenza cremosa, con parti di buccia e polpa in sospensione.
Una curiosità
Per legge il quantitativo minimo di frutta utilizzato dev’essere del 20%, quello proveniente dall’endocarpo, ovvero dagli spicchi, deve essere almeno il 7,5%.
LA CONFETTURA
La confettura nacque con la scoperta della canna da zucchero. Il temine deriva dal francese confiture, cioè «confettare», «ricoprire di zucchero». Il miele venne progressivamente abbandonato nella creazione delle marmellate, in favore di altri dolcificanti come lo zucchero di canna e lo zucchero bianco.
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La raccolta delle pesche
Normale o extra?
La legislazione europea in materia suddivide la confettura in due categorie: confettura e confettura extra. Per la confettura si possono utilizzare polpa e/o purea di una o più specie di frutta in quantità minima di 350 grammi su 1 kg di prodotto finito, il 35%. Se invece si utilizza solo ed esclusivamente polpa non concentrata di frutta con un minimo di 450 grammi per chilo (45%), allora si parla di confettura «extra».
CONFETTURE BREZZO, UN CONCENTRATO DI FRUTTA PURA
Se la legge prevede frutta minima per il 35%, le confetture Brezzo sono ottenute con il 120% di frutta garantita. Per ogni kg delle nostre confetture vengono cioè impiegati un chilo e 200 grammi di frutta fresca, cotta delicatamente (vedi sotto) e lasciata in pezzi. Utilizziamo solo zucchero di canna, il cui sapore esalta gli aromi e i sentori della frutta fresca.
LA COMPOSTA
La composta si differenzia dalla confettura per essere una salsa di frutta frullata e omogenea. Le composte risultano facili da spalmare, ideali per i ripieni dei dolci e per preparare torte e crostate.
C’è a chi piace speziata
La storia della composta si perde nella notte dei tempi. È però probabile che risalga alla Roma antica dove, per conservare la frutta, veniva immersa in un mix di vino passito, vin cotto, mosto, miele e spezie. Anche oggi la composta può contenere diversi tipi di frutta e spezie, come la nostra COMPOSTA DI MELE E ZENZERO, l’avete mai assaggiata?
LE COMPOSTE DI BREZZO, BIOLOGICHE E SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI
Le nostre composte sono un concentrato di frutta da agricoltura biologica certificata dall’ente Bioagricert. Vengono realizzate senza zuccheri aggiunti, ovvero solo con gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta: sono dunque ideali per diete a basso contenuto calorico e prive di saccarosio.
QUALITÀ BREZZO
Tutte le marmellate, le composte e le idee a sono realizzate a partire dalla migliore frutta, selezionata da fornitori di fiducia. Grazie all’impiego di una tecnologia di cottura sottovuoto, le temperature di lavorazione non salgono mai sopra i 60 gradi centigradi, garantendo un pieno rispetto della materia prima, che preserva le vitamine, i colori e gli aromi della frutta appena raccolta.
Un’ampia scelta!
Le marmellate, le composte e le confetture Brezzo si trovano in molti gusti e formati diversi. Tra le composte più particolari, segnaliamo quelle di Bacche di Goji (il superfrutto dalle molteplici proprietà fitoterapiche); di mela e zenzero (spezia conosciuta per le caratteristiche antinfiammatorie); di ciliegie visciole (dolci e succose); di mirtilli, di pesche e di albicocche tutti da coltivazione biologica. Tra le confetture e le marmellate quella di mandarini e arance di Sicilia; la marronata (confettura di marroni); e alcune ricette particolari come pesca amaretti e cacao o pera e limone.
da Brezzo | Apr 12, 2017 | Blog, Idee Alimentari di Qualità, News
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